Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

L’errore

Me e le conseguenze di me

(L’incredibile performance di un Uomo morto.)

Sei così convinto del mio errore.

Eppure sai così poco di me.

Sei così convinto delle mie premeditate inconsce vie di fuga, della mia indisponibilità emotiva, del mio non voler esserci veramente, del mio non voler restare.

Non posso dissuaderti dalle tue convinzioni, nè persuaderti dall’idea che hai di me.

Abbiamo parlato spesso di limiti, di emozioni, di sogni e la nostra volontà di perseguirli. Dei nostri fallimenti, di quanto varrebbe la nostra vita se morissimo in questo momento.

Tuttavia, l’unica cosa che davvero avrebbe potuto darti un indizio, di dove s’insinui veramente l’Errore, non l’hai neanche notata. Eppure ti riguardava, in qualche modo. 

Ho ripensato tutto il giorno alla nostra conversazione. E credimi se ti dico, che da qualsiasi parte io lo guardi, quell’errore, quel neo, quell’imperfezione che mi concerne, non ha nulla a che fare con l’essere emotivamente non disponibili.

Quell’errore, quel…

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Single

Splendidi Quarantenni

Ma che fine hanno fatto gli uomini? Questo mi chiedono le amiche, per inciso carine, giovani (almeno dentro), acute e papabili (anche nelle versioni pappabili e palpabili), ma inesorabilmente non accompagnate. Insomma, pare proprio che vi sia penuria (va’ che significativa assonanza).

Eppure, girando per la rete, tipo friendfeed, blogosfera, socialnetwork, tumbler, twitter, fucker and so on, sembra che i maschi soli siano un reggimento, tutti spregiudicati dietro lo schermo piatto, tutti trombeur de femme, tutti allupati a chiedere coccole elettroniche, easy petting, light sucking e paciugarti vorrei. Ma molti anche ad offrire poesie, dispensare tenerezza, regalare sensibilità e prodursi in spremute di cuore. Sono fantastici gli uomini della rete quanto a espressività dei sentimenti ad esternazione dei bisogni dell’animo e dichiarazioni d’amor. Ma allora perché non si incrociano domanda e offerta?

La colpa è della timidezza. Le anime blogghe son disadattate; accusano problemi relazionali ed espressivi e danno il meglio nascoste dall’anonimato elettronico. Davanti alla tastiera dicono…

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Quindici minuti

librini

Arrivo alla fermata dell’autobus con un quarto d’ora d’anticipo. In quindici minuti possono succedere molte cose, anche se sono due anni che prendo l’ottantasette per tornare a casa dall’ufficio, e ormai conosco tutti di vista.

H. C. Bresson

Oggi però arriva qualcuno di nuovo: è una donna anziana, un po’ curva in avanti, che cammina guardandosi attorno. Indossa un prendisole verde di cotone grezzo che le lascia scoperte le braccia flaccide e grinzose. Quello che colpisce, sono le mollettine che porta sulle tempie, due cuoricini arancio fluorescente che, sui suoi capelli lisci e grigi, fanno l’effetto di due lampadine di Natale dimenticate.

Mi ricorda mia nonna: neanche lei badava al suo aspetto, le bastava che la frangia non le cadesse sugli occhi e che gli abiti le coprissero il corpo pesante. Era una donna d’azione, aveva sempre qualcosa per le mani e spesso quel qualcosa riguardava me: una calza da…

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Come leggere di meno

Mitico! Parola di lettrice.

librini

Blog e canali YouTube sono zeppi di consigli su come leggere di più: leggete due libri alla volta, fissate un orario, scegliete argomenti di vostro interesse… Come se la lettura fosse un’attività che fa bene alla salute.

Al contrario: io vi dico di leggere di meno.

Innanzitutto, la lettura, soprattutto quella compulsiva, nuoce gravemente alla salute tenendovi inchiodati alla sedia o al divano. E tutti conosciamo i danni causati al corpo e alla mente causati dalla sedentarietà. I danni peggiori sono quelli al corpo, perché quelli alla mente, in un mondo in cui la bipolarità è un must, si notano meno; però se ingrassi, sono cassi…

Inoltre, la lettura riduce le occasioni sociali. Avrete sicuramente letto il libro di Buettner sulle zone blu, dove si spiega che, oltre all’alimentazione sana, per vivere a lungo bisogna essere inseriti in una ampia e durevole rete di amicizie. Bene, se siete book…

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Soffocare la rabbia fa male! La rabbia va capita ed elaborata, non soppressa (non è facile, ma neanche impossibile).

Olga Chiaia

La rabbia è una malattia, l’ira un peccato capitale, la violenza è un inferno. L’odio intossica, l’avversione è uno dei tre velenidella mente, secondo il buddismo.
La rabbia non gode di una buona reputazione, eppure in qualche modo siamo tutti arrabbiati. Anche se c’è chi non lo sa.
La rabbia è un’emozione primaria, preziosa per la sopravvivenza: è un segnale che indica che il nostro territorio è minacciato, o la nostra identità, o i nostri principi. E’ importante sentirla, e capirla.
Se si cerca di non provarla, perchéfa paura e fa sentire in colpa, si attivano dei meccanismi di difesa pericolosi, che tolgono energia.
Va dunque riconosciuta e ascoltata. Legittimata. Anche Gesù prova rabbia, in alcuni passi della Bibbia.
Esploriamone allora gli aspetti fisiologici, di attivazione del sistema nervoso simpatico; quelli cognitivi, cioè come la mente giustifichi o sia messa sotto sequestro dall’emozione; e quelli comportamentali, i più visibili.
Che…

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Dolcissimo il racconto, vero il messaggio.

Ontologismi

”Alla riunione dei genitori di una scuola, la direttrice ha sottolineato il sostegno che i genitori devono dare ai figli. Lei capiva che anche se la maggior parte dei genitori della comunità erano lavoratori, dovevano trovare un po ‘ di tempo da dedicare e passare con i bambini. Tuttavia, la direttrice è stato sorpresa quando uno dei genitori si è alzato e ha spiegato, che non aveva tempo di parlare con suo figlio durante la settimana. Quando usciva per lavorare era molto presto e suo figlio stava ancora dormendo e quando tornava dal lavoro era troppo tardi e il bambino era già a letto. Ha spiegato inoltre, che doveva lavorare in quel modo per provvedere al sostentamento della famiglia. Disse anche che il non avere tempo per suo figlio lo angosciava molto e cercava di sostituire quella mancanza dando un bacio tutte le notti quando arrivava a casa sua e…

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Eccellente articolo, eccellenti considerazioni su cui riflettere molto seriamente.

Ontologismi

Vale sempre la pena riflettere sui post di Andrea Zhok: i social possono rivelarsi eccellenti strumenti formativi, quando si incontrano le persone giuste.

Dalla pagina Facebook del Professore:

«Mi pare ci sia una considerevole incomprensione circa il significato della sospensione degli account FB e Twitter di Donald Trump. Il problema non è Donald Trump, non sono le sciocchezze minatorie che ha detto o può dire, non è la sua figura politica né personale. Concentrarsi su questo significa pulire la polvere dai mobili, senza notare l’elefante che defeca nella stanza. Tutte le questioni di merito specifico intorno a Trump, o se è per questo intorno a chiunque altro, sono qui irrilevanti. Il problema, di gravità straordinaria, e che nessuno pensa di affrontare, è il fatto che i più estesi e influenti mezzi di dibattito pubblico rimasti a disposizione sul pianeta (o almeno nel mondo occidentale) possano essere gestiti in maniera…

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Il trauma postaborto

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

monumento al bambino mai nato

Speravate che avessi finito con le mie tirate antiabortiste? Ma non ci penso proprio…

Mi fermo qui. Come al solito, comincio a scrivere un post, intanto lancio Google per la ricerca delle immagini e comincio a cercarne una adatta. Questa mi è saltata subito agli occhi, è lei, è lei, è l’immagine che racchiude tutto quello che voglio dire. Mi dà i brividi quella mamma in ginocchio, piena di dolore, e il bambino che non c’è più, trasparente, che posa la sua manina sulla fronte della sua mamma, la protegge e la perdona.

Queste le parole che accompagnano quest’immagine:

IL MONUMENTO DEL BAMBINO NON NATO

di Martin Hudáček
Il monumento non solo esprime il rammarico e il pentimento delle madri che hanno abortito, ma anche il perdono e l’amore del bambino non nato verso sua madre. L’idea di realizzare un monumento ai bambini non nati è stata di un…

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La Seconda Volta

Splendido articolo!

memoriediunavagina

Mi sono svegliata stamattina in una Milano plumbea, con l’aria umida e la temperatura pungente. Piove da un numero imprecisato di ore e la luce è notturna, già alle 10 del mattino. Tocca accendere le lampade e pure il riscaldamento (a proposito dei consumi che aumentano con lo smartworking). Oggi è uno di quei giorni in cui non diventa giorno mai. Un toccasana per l’umore. Come se non bastasse, è lunedì, l’ultimo del mese di ottobre.

Per un attimo mi viene in mente tutta la retorica che è sempre stata riservata al lunedì in quanto tale, colpevole di ricondurci ai nostri doveri ufficiali, dopo il weekend. Mi chiedo quanto ci manchino i lunedì in cui ricominciava la scuola normale, in cui si tornava in ufficio dopo le ferie e si incontravano i colleghi, e ci si raccontava, tutti in una versione migliore e più rilassata di se…

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