Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Il Salotto Irriverente

In questi giorni ho letto un articolo che parlava di come la gente non vuole convertirsi all’e-reader. Il mercato degli e-book proprio non decolla, perché?

Da lettrice incallita quale sono avrei delle teorie a riguardo. Innanzitutto ci tengo a dire che ho un Kindle, lo uso quotidianamente ma………rullo di tamburi….. preferisco leggere un libro cartaceo.
Non ho deciso io di comperare questo strumento demoniaco, probabilmente, se non me ne avessero regalato uno, sarei ancora lì a leggere recensioni cercando di convincermi della sua utilità.
È arrivato all’improvviso nella completa indifferenza e con la mal riposta speranza di modificare le mie abitudini di sniffatrice di libri.

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Efficienza e povertà

L'altra Israele

Sono un milione di israeliani, l’82% di loro si sposa entro i 22 anni di età, il loro reddito mensile e la metà della media nazionale, hanno più del doppio dei figli di una famiglia israeliana media, per non parlare del fatto che più dell’otto per cento di questo settore ha più di otto figli. Stiamo parlando degli ebrei ortodossi, che nonostante un livello di vita estremamente basso riescono, grazie ad un ramificato sistema di solidarietà, acquisti di gruppo e servizi a basso costo se non addirittura gratuiti, a mantenere un livello di vita ancora ai limiti dell’indigenza ma decoroso. Un articolo pubblicato nell’inserto settimanale del quotidiano “Yedioth ha hahronot” a firma di Soshana Hen ci aiuta a capire come funziona il sistema di chi, con la metà soldi e il doppio dei figli, riesce ad arrivare a fine mese.

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AFFIDARSI

Mi vengono in mente due proverbi sull’argomento, uno che dice “Ogni amico fidato ha un amico fidato”, che ricalca quanto espresso dallo zio citato nell’articolo, e il secondo che recita, molto pragmaticamente, “Segreto rivelato non è più segreto”.
Il fatto è che noi, anche agli amici più fidati, abbiamo il diritto di rivelare i NOSTRI segreti, non quelli altrui!
A volte mi è capitato che qualcuno si sia offeso perché non gli avevo riferito qualcosa, appellandosi a un’amicizia che sentivano con questo tradita, ma io ho sempre tenuto il punto sostenendo: “Io sono autorizzata a confidarti i miei segreti, non quelli altrui. Io ti sono amica, ti considero amico/a, ma serietà e maturità m’impongono di condividere solo i fatti miei, e non fare da portavoce delle confidenze altrui”.
Io personalmente non tradisco i segreti neanche delle persone con cui ho discusso, che magari oggi odio e considero nemiche: è una questione di serietà e di affidabilità.
In un solo caso tradirei la fiducia accordatami, e cioè se fosse tradita la mia, se una persona di cui mi sono fidata mettesse in piazza le mie cose: in quel caso non farei neanche il tentativo di essere superiore, una volta che infrangi il vincolo di fiducia, come su altri fronti quello di fedeltà, l’hai infranto e basta, devi affrontare la conseguenza che quel vincolo non esiste più e a quel punto me ne hai liberato.

Nel giardino segreto

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AFFIDARSI
“Non bisogna mai confidare un segreto a nessuno. Perché se lo confidi ai tuoi tre amici più fidati anche ciascuno di loro, poi, ha tre amici che sono la discrezione in persona, e così quelli che lo vengono a sapere sono nove. Al passaggio successivo diventano ventisette e in breve tempo il segreto viene rivelato a un numero di persone che cresce – letteralmente – in maniera esponenziale”.
Questo, in sintesi, il consiglio di un mio carissimo zio, ormai scomparso, contabile in quelle che un tempo erano le “Ferrovie dello Stato”: dal posto di lavoro gli veniva la conoscenza delle umane faccende; dagli studi tecnici la familiarità con cui trattava i numeri elevati a potenza.
La confidenza è qualcosa che non si dovrebbe mai violare non solo per motivi pratici. Ma anche perché certe cose le possiamo dire solo se siamo assolutamente sicuri che il nostro interlocutore manterrà il…

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Marzo 2016

Splendido. Magari tutti si comportassero così anche se… spesso nella mia vita mi sono trovata a chiedere se piantare tutto e andarsene sia la soluzione più funzionale, visto che si lascia tutto com’è in mano ad altri, o non sarebbe meglio restare per poter adottare dall’interno la politica dei piccoli passi. A patto però di non cambiare, a patto di, a forza di cedere, adattarsi, accettare un piccolo compromesso, non si perda di vista che siamo persone diverse che credono in cose diverse che stanno lì per uno scopo diverso.

Posso venire in abbraccio?

Educatore.

Ecco come vieni definito. In quella definizione tutti ci mettono qualcosa di personale, tutti ci mettono aspettative, richieste, recriminazioni, elogi, critiche, fantasie, spesso e volentieri abbagli, il più delle volte svalutazioni.

Educatore, termine che si regge su concetti realistici ed immaginari.

Educatore, figura professionale che si regge su di una persona.

L’educatore è una persona.

Spesso viene visto come un distributore automatico di interventi educativi, sorrisi, risoluzione di problemi, vocazione a fare del bene e di cure per chiunque, ovunque, in qualunque situazione ed in qualunque condizione.

Spesso viene dimenticata la persona che vive in questo educatore.

Una persona come tutte le altre. Una persona che passa attraverso giorni di sole e di pioggia, giorni di gloria e di infamia, giorni in cui la vita la tiene in mano ed altri nei quali la vita non sa nemmeno dove andare a cercarla. Una persona che vive, bene o…

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Tutta nuda

Marirò

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“Morning light” di Serge Marshennikov 

Estate torrida, questa che in Sicilia pare non debba finire mai. E il gran caldo, si sa, può portare a prendersi delle libertà tra le mura della propria casa. Questo ha pensato e fatto una giovane signora della mia città: girava nuda per casa certa di non essere vista da nessuno. Il caseggiato di fronte è disabitato da anni e lei stava esercitando un semplice diritto, intimo e privato, nella tranquillità e solitudine della sua dimora. La signora, però, non si era accorta che da alcuni giorni nella casa dirimpettaia erano stati avviati dei lavori di ristrutturazione e che un gruppo di muratori l’aveva notata. Notata, filmata, fotografata e …condivisa. Appena compreso ciò , la giovane donna non ha esitato un attimo a denunciare il fatto alla polizia. Due uomini ora rischiano la galera  per interferenze illecite nella vita privata mediante l’uso di strumenti di ripresa…

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Ti leggo un libro

Bambole Spettinate Diavole del Focolare

Nel  fantastico paese di Ollolai, nell’entroterra brullo di un’isola dal mare cristallino, un giovane folletto dai riccioli rosso acceso si reca nelle case dei saggi, armata di parole su carta e sorrisi.

La storia di Stefania Corona, ragazza sarda di 30 anni,  protagonista insieme agli ascoltatori anziani del progetto: “Ti leggo un libro” ha il sapore di una favola; ma ancor più lieto del finale è la realtà di un piccolo comune che fa scuola, che dà una lezione di cultura e civiltà, coniugando bibliofilìa e sociale, avvicinando due generazioni ideali – nonni e nipoti – su un medesimo terreno di autoctono background.

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Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domande,
senza stupirmi di niente.
Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.
Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.
Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.
Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.
Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).
Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.
Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.
Le nuvole erano come non mai e…

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