Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Liberi di Essere

Molly Borman è la fondatrice e CEO di Just Nips, l’azienda che si occupa della creazione e della vendita dei capezzoli finti Just Nipples.

capezzoli_finti_justnips

Il progetto di Molly è nato per offrire un aiuto psicologico a tutte le donne che hanno perso i propri capezzoli nel post-mastectomia, ma oggi i Just Nipples sono quasi una moda molto diffusa tra le ragazze, soprattutto quelle che vogliono captare l’attenzione maschile sui loro balconcini. L’azienda produce vari tipi di finti capezzoli realizzati in Michigan con perle finte. C’è il modello effetto freddo, oppure il modello effetto ghiacciato, così da accontentare tutte le necessità, siano queste relative alla la dimensione che all’effetto visivo che si vuole ottenere attraverso il capo indossato, ad sempio una maglietta aderente o un maglione.

I Just Nips sono venduti a coppie e in varie tonalità di colore:
– Modello riutilizzabile (per un max di 10 volte): può essere indossato…

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Non dimenticare

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

piuma d'oca blu con inchiostro di china e pergamena

Generalmente non riporto su questo mio blog post altrui, per consigliare i quali ho riservato un blog a parte, ma ho trovato questo di una tale poesia che voglio condividerlo qui, in un luogo più mio e decisamente più frequentato.

Ecco il post:

Il trapassato remoto è un tempo verbale che non usa più nessuno. Resta ai letterati, quelli molto colti, e suona anche un po’ strano. In molti mi guarderebbero con aria strana se dicessi: dopo che Giulia ebbe sceso le scale, uscì dal portone trafelata. Eppure questo è un italiano colto e corretto. Da anni sento i lamenti sulla perdita del congiuntivo. Ma non sento mai note dolenti sulla fine del trapassato remoto. Sostituito da tempi verbali al passato che all’incirca rendono l’idea, senza troppe complicazioni.

Ma in realtà il trapassato remoto è un modo di pensare la storia, ed è un modo di capire il tempo…

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Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

iliade

 

Uno vive col mito dell’epica (per non dire col mito del mito, che pare brutto), e poi arriva tua figlia e ti distrugge il mondo in cui hai sempre creduto: parlo del mondo epico, quello dei grandi eroi che ti hanno fatto sognare, quello delle donne greche fiere e coraggiose, quello delle divinità al di sopra e al di là degli umani…

e poi arriva lei, e già dopo una settimana di scuola se ne esce con:

“Maaaaammaaaaaaaa! Ma come faceva Enea a portare Anchise in spalla, che pesava come un morto ammazzato?”

Ecco, questo mi sembra oltraggioso: insomma, non mi può infangare così una tradizione epica! Il padre Anchise… il vecchio padre, portato in spalla dal devoto figlio e lei… “pesava come un morto ammazzato!”

E ancora:

“Mamma, ma perché Teti ha lasciato ad Achille il tallone vulnerabile?”

“Perché quando l’ha immerso nello Stige lo teneva…

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Se Salvini pensa

Sano realismo 😆

Viaggi Ermeneutici

Se Salvini pensa che basti rispolverare argomenti razzisti per far presa sull’elettorato ignorante e spaventato.

Se Salvini pensa di guadagnare consensi con argomenti populisti e slogan semplicistici.

Se Salvini pensa di poter trattare i 5 stelle come servi sciocchi, utilizzandoli finché gli fanno comodo.

Se Salvini pensa che sia sufficiente promettere cose irrelizzabili per abbindolare masse di analfabeti funzionali.

Se Salvini pensa che gli italiani siano così sciocchi da trasformarsi in ultrà da stadio contro lo straniero, francese, tedesco o africano che sia.

Se pensa tutto questo, temo abbia ragione.

E mentre evidentemente lui ha ragione, noi invece, come ho letto da qualche parte su FB, se pensiamo che questa povera Italia sia regredita al 1938, sbagliamo di grosso. Quell’anno, se non altro, vincemmo i mondiali.

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Per quel che ne so

Nessuno dice libera

Parliamo di Alfie.

Anzi no, parliamo di ciò che gira intorno ad Alfie e lasciamo stare questo paziente, che nella sua breve vita ne ha già viste a sufficienza.

Parliamo, anzi, proviamo a ragionare serenamente come adulti, come uomini di scienza, come esseri razionali e pietosi.

Come esseri rispettosi.

Come esseri umani.

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Quel certo effetto

Vita marina

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Non ci si abitua mai. Nomadi resilienti che si piaggiano per l’assenza di radici. Liberi pensatori abituati a non disfare mai le valigie. Poliglotti indomiti che snobbano le minoranze monolingue. Frequent flyers. Solitari misantropi tristemente assuefatti a viaggiare da soli.
Non vi credo. Fa sempre un certo effetto prenotare un volo di sola andata. Organizzare un trasloco. Didsdire un affitto. Chiudere porte, battenti, contatti.
Si fa finta di non temere nulla. Si fa finta di esserci abituati. Ci si prende in giro a dirsi è meglio così.
Sempre. Si crede per un attimo di non provare più nulla e poi ci si scopre, come bambini disobbedienti colti in flagrante, a vagheggiare su un briciolo di stabilità.
Fa sempre un certo effetto continuare a ripetersi che il giorno in cui ci sarà qualcuno ad aspettarti all’aeroporto, allora il peggio sarà finito.
Fa niente, ci si ripete, perché non si ha scelta.

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