Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Cosa ci ferma?

Ilmondodelleparole

Ci ferma la paura, di sbagliare, la paura del giudizio degli altri, la paura di cadere dalle scale davanti ad un pubblico concentrato e silente, la paura di spezzare la magia con un passo sbagliato, come chi si ferma durante la danza e la musica appare come un fiume ingovernato. Ci fermano le convenzioni, le aspettative degli altri, gli abiti che ci vengono cuciti addosso come fossimo manichini, bambole da vestire. Ci ferma chi per strada ci domanda che ore siano, e nel mentre ci osserva, con lo sguardo bieco dei curiosi, per scavare nel nostro animo le risposte alle domande più proibite. Ci ferma per assurdo anche la nostra coscienza, con quei divieti, quei principi, quei valori che ci imponiamo, e che rivestono ogni nostro gesto quasi fossero una giustificazione. Ci ferma nostra madre, nostro padre, con quelle braccia forti, gonfie di esperienza, per non dire passato, e tanto…

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La festa del lavoro

Considerazioni condivisibili 😉

Viaggi Ermeneutici

C’è chi lo va a cercare dall’altra parte del mondo e chi fa lo stesso di suo nonno. C’è quello perfetto e quello sporco che però qualcuno dovrà pur fare. Per qualcuno significa ballare o cantare, per qualcun altro addirittura tirare calci ad un pallone. Per molti è noioso e ripetitivo, per qualcuno è l’unica ragione per alzarsi dal letto la mattina. Chi non lavora non fa l’amore, ma quindi chi fa l’amore lavora?

Il lavoro è un diritto. Ma lavorare è un obbligo. Il lavoro nobilita, ma tutti desiderano le vacanze. Non lavorare è una maledizione, ma per alcuni un privilegio. I giovani lo sognano, i vecchi lo rimpiangono. E’ la base su cui si fonda la nostra costituzione, ma è anche la maledizione di Dio per l’uomo cacciato dall’Eden.

Ma in fin dei conti, il fatto che la festa del lavoro si festeggia senza lavorare, non dovrebbe già…

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Il Salotto Irriverente

L’altra sera ho visto  La verità è che non gli piaci abbastanza, una commedia leggera che racconta le vicende sentimentali di alcune persone le cui vite sono intrecciate fra di loro. Buona parte dei personaggi è stereotipata e i loro comportamenti  sono portati all’eccesso, ma ciò viene fatto al fine di creare situazioni assurde. La storia si svolge in un clima burlesco che fa sì che le vicende proposte non stonino nel loro essere esagerate. Nonostante la semplicità è comunque un film  che spinge a riflettere. La scena iniziale, per esempio, racconta una bugia che ci viene propinata sin da piccole e che va a costruire la mentalità da croce rossina che tante, purtroppo, hanno: una bambina viene spinta, buttata a terra e offesa dal ragazzo che le piace. La mamma la consola dicendole che il suo atteggiamento sia dettato dal fatto che sia innamorato di lei.

Ci troviamo…

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Cose che è bene sapere.

Nel cassetto dei pensieri

MONDO

Verità e bugie sui fondi degli Stati Ue per l’Africa

di Tino Oldani

L’approfondimento di Tino Oldani, firma di Italia Oggi, su quello che combinano Germania e Francia in Africa

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Colonizzatori e predatori, neanche in un’epoca successiva – in cui la colonizzazione è inconcepibile – sono disposti a rendere giustizia del malfatto e maltolto!

Liberi di Essere

Hoe Hakananai’a fu presa senza permesso nel 1868 dalla fregata britannica HMS Topaze, capitanata da Richard Powell, per farne dono alla regina Vittoria, e giace da 150 anni all’interno del British Museum. Faceva parte delle circa 900 statue disseminate sul suolo di Rapa Nui (L’isola di Pasqua) ed è un Moai che il popolo dell’isola cilena ritiene spiritualmente importante. Sul retro del monolite è scolpito il culto del Birdman e, a quanto detto dal governatore Tarita Alarcón Rapu, contiene l’anima dell’antenato più rappresentativo e divinizzato. Il popolo Rapa Nui, che ha conquistato l’amministrazione autonoma sulle terre ancestrali dell’isola di Pasqua, ha lanciato una campagna per il recupero del monolite.

Hoa-Hakananai

“Mia nonna, morta da quasi 90 anni, non ha mai avuto la possibilità di vedere il suo antenato. Credo che anche i miei figli e i loro figli meritino l’opportunità di toccare, vedere e imparare da lui”, disse Rapu, rivolgendosi…

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Sagge considerazioni!

Aquila Non Vedente

Ho letto più o meno casualmente oggi pomeriggio su facebook (casualmente come casualmente compaiono i post in bacheca, secondo regole che non conosco ma che – bene o male – accetto di buon grado) il post di una persona che conosco (se non la conoscessi, mica avrei potuto leggerne il post).

Mi ha colpito, oltre che per quello che ha scritto (ne avrà avuto i suoi buoni motivi), il senso d’ineluttabilità di cui era pervaso.

Si leggeva (per lo meno io vi ho letto) un senso di rassegnazione al destino, un’accettazione della propria sorte (buona o cattiva che sia), un affidarsi alla provvidenza. Insomma, le parole di una persona che si è quasi arresa.

Visto che con l’età sono diventato un po’ saggio, me ne guardo bene dal giudicare siffatti atteggiamenti, ma voglio esprimere a questa persona ciò che penso, sia che lo legga, sia che non lo…

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90 anni e non dimostrarli!

Marisa Moles's Weblog


Novant’anni e non sentirli! Il 18 novembre 1928 presso il Colony Theater di New York nel corto Steamboat Willie fece la sua prima apparizione pubblica il topolino più famoso del mondo: MIckey Mouse. Il suo papà, Walt Disney, l’aveva già inserito in un altro corto, L’aereo impazzito, che però fu proiettato privatamente il 25 maggio dello stesso anno.

Mickey nacque dalla penna del suo disegnatore in un garage, nella massima discrezione della notte: Walt e del suo collaboratore Ub Iwerks, autore di quasi 700 animazioni al giorno, ebbero la geniale idea di dar vita al cartone animato destinato a rimanere nella storia.
Disney dichiarò di essersi ispirato a un topolino domestico che spesso gli faceva visita nei suoi uffici presso il Laugh-O-Gram Studio.
All’inizio aveva deciso di chiamarlo Mortimer Mouse; fortunatamente la moglie gli fece notare che quel nome appariva un tantino lugubre per un…

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