Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Tutto il mio disprezzo

Da leggere fino in fondo (magari a piccole rate), e seguire almeno qualcuno dei consigli!

Come cerchi nell'acqua

Non penso di lamentarmi spesso della mia vita, nemmeno quando mi capitano le normali sventure che possono capitare a tutti: in questi giorni, ad esempio, mentre ero in autobus, mi hanno scippato, sottraendomi dalla tasca del giubbotto il mio portadocumenti, dove avevo pochissimo denaro in contanti, ma dove conservavo tante carte (tra cui il Tesserino Sanitario, la Carta d’Identità Elettronica, le carte prepagate Postepay Evolution ed Hype, la Tessera delle Biblioteche di Bologna, la Carta Socio Coop, la Carta Sconto del Caffè Vi.Ta e persino, nascosta in una taschina, una Carta da Collezione e da Gioco di tipo shining donatami da mio figlio, ritraente Arceus , il Pokémon che avrebbe creato l’intero universo nella mitologia di questo gioco) ed una volta tornato a casa dalla denuncia, mentre mi predisponevo alla grande seccatura di dover richiedere tutto ciò che avevo perso, mi sono trovato a riflettere…

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Che tristezza, povera Italia!

Ilmondodelleparole

C’è un monologo di Giacobazzi che mi ha sempre fatta sbellicare, e che penso faccia al caso nostro e dell’irreperibile Ministro Messa dalla sua nomina a questa parte. E dire che per far peggio di Manfredi ce ne voleva. Ma ho scoperto oggi di non conoscere nemmeno il nome della nuova ministra, e questo la dice lunga.

La situazione delle università italiane in questo momento? Un delirio. E lo affermo da universitaria calata nel pianeta terra in cui vive. Ognuna decide per fatti suoi, senza preavvisi, mandando email a iosa agli studenti in vacanza, modificando la sessione d’esame di gennaio a gennaio, o semplicemente sparendo nell’oblio.

Torino e il Politecnico di Milano sono tornati in Dad a tre giorni dalla riapertura. L’Università di Napoli si rifiuta di concedere gli esami a distanza perfino ai positivi. L’Università di Bologna non ha mai comunicato i nuovi protocolli, ma da una pagina Instagram…

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Ilmondodelleparole

Sei anni senza neanche un nuovo singolo. Per quanti artisti avrebbe significato la fine di una carriera?

Durante le feste di Natale, tra un Mamma ho perso l’aereo e un Una poltrona per due, ho visto tutto il possibile su una cantante: Adele. E uno dirà: beh, non è proprio da clima natalizio. Ma io la trovo una donna e una cantante straordinaria. Si sa poco di lei, pochissimo. Suo figlio ha nove anni e non lo abbiamo mai visto in faccia. Non è raro? Ammiro il modo in cui protegge la propria vita, eppure a modo suo sa raccontarsi, in quelle piccole occasioni che la fama le riserva. Lo ha sempre detto, di trovarsi a disagio davanti alle folle, ma di fronte a Oprah Winfrey ha svelato quelle pagine che ha sempre tenuto nascoste. Il suo divorzio, gli attacchi di ansia, l’amore per il figlio Angelo, il rapporto…

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I figli dell’era atomica

civuoleunfiore

“Assemblee, occupazioni, cortei e picchetti. Ecco l’immagine del ’68 scolastico. Ma l’effetto più profondo e duraturo fu la mutazione antropologica dei prof. nel giro di pochi anni. Chi si è trovato a frequentare la scuola e l’università negli anni seguenti al ’68 ricorderà il nuovo birignao dei giovani docenti, più i trasformisti reduci della scuola precedente.

La loro voglia di piacere e compiacere, il loro vergognarsi della pedana e della cattedra, il loro invito a darsi del tu e a considerarli più amici che docenti. Il loro manierismo sessantottino, il loro ridurre ogni sapere al presente e il loro paragonare ogni epoca e ogni valore all’oggi e al metro piccino del ’68, più il consueto abecedario pacifista, antifascista, preludio al “politically correct”.

Fa scuola Umberto Eco che demolisce la scuola da libro Cuore, “turpe esempio di pedagogia piccolo borghese, paternalistica e sadicamente umbertina”; elogia Franti il cattivo e vede in…

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L’errore

Me e le conseguenze di me

(L’incredibile performance di un Uomo morto.)

Sei così convinto del mio errore.

Eppure sai così poco di me.

Sei così convinto delle mie premeditate inconsce vie di fuga, della mia indisponibilità emotiva, del mio non voler esserci veramente, del mio non voler restare.

Non posso dissuaderti dalle tue convinzioni, nè persuaderti dall’idea che hai di me.

Abbiamo parlato spesso di limiti, di emozioni, di sogni e la nostra volontà di perseguirli. Dei nostri fallimenti, di quanto varrebbe la nostra vita se morissimo in questo momento.

Tuttavia, l’unica cosa che davvero avrebbe potuto darti un indizio, di dove s’insinui veramente l’Errore, non l’hai neanche notata. Eppure ti riguardava, in qualche modo. 

Ho ripensato tutto il giorno alla nostra conversazione. E credimi se ti dico, che da qualsiasi parte io lo guardi, quell’errore, quel neo, quell’imperfezione che mi concerne, non ha nulla a che fare con l’essere emotivamente non disponibili.

Quell’errore, quel…

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Single

Splendidi Quarantenni

Ma che fine hanno fatto gli uomini? Questo mi chiedono le amiche, per inciso carine, giovani (almeno dentro), acute e papabili (anche nelle versioni pappabili e palpabili), ma inesorabilmente non accompagnate. Insomma, pare proprio che vi sia penuria (va’ che significativa assonanza).

Eppure, girando per la rete, tipo friendfeed, blogosfera, socialnetwork, tumbler, twitter, fucker and so on, sembra che i maschi soli siano un reggimento, tutti spregiudicati dietro lo schermo piatto, tutti trombeur de femme, tutti allupati a chiedere coccole elettroniche, easy petting, light sucking e paciugarti vorrei. Ma molti anche ad offrire poesie, dispensare tenerezza, regalare sensibilità e prodursi in spremute di cuore. Sono fantastici gli uomini della rete quanto a espressività dei sentimenti ad esternazione dei bisogni dell’animo e dichiarazioni d’amor. Ma allora perché non si incrociano domanda e offerta?

La colpa è della timidezza. Le anime blogghe son disadattate; accusano problemi relazionali ed espressivi e danno il meglio nascoste dall’anonimato elettronico. Davanti alla tastiera dicono…

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Quindici minuti

librini

Arrivo alla fermata dell’autobus con un quarto d’ora d’anticipo. In quindici minuti possono succedere molte cose, anche se sono due anni che prendo l’ottantasette per tornare a casa dall’ufficio, e ormai conosco tutti di vista.

H. C. Bresson

Oggi però arriva qualcuno di nuovo: è una donna anziana, un po’ curva in avanti, che cammina guardandosi attorno. Indossa un prendisole verde di cotone grezzo che le lascia scoperte le braccia flaccide e grinzose. Quello che colpisce, sono le mollettine che porta sulle tempie, due cuoricini arancio fluorescente che, sui suoi capelli lisci e grigi, fanno l’effetto di due lampadine di Natale dimenticate.

Mi ricorda mia nonna: neanche lei badava al suo aspetto, le bastava che la frangia non le cadesse sugli occhi e che gli abiti le coprissero il corpo pesante. Era una donna d’azione, aveva sempre qualcosa per le mani e spesso quel qualcosa riguardava me: una calza da…

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Come leggere di meno

Mitico! Parola di lettrice.

librini

Blog e canali YouTube sono zeppi di consigli su come leggere di più: leggete due libri alla volta, fissate un orario, scegliete argomenti di vostro interesse… Come se la lettura fosse un’attività che fa bene alla salute.

Al contrario: io vi dico di leggere di meno.

Innanzitutto, la lettura, soprattutto quella compulsiva, nuoce gravemente alla salute tenendovi inchiodati alla sedia o al divano. E tutti conosciamo i danni causati al corpo e alla mente causati dalla sedentarietà. I danni peggiori sono quelli al corpo, perché quelli alla mente, in un mondo in cui la bipolarità è un must, si notano meno; però se ingrassi, sono cassi…

Inoltre, la lettura riduce le occasioni sociali. Avrete sicuramente letto il libro di Buettner sulle zone blu, dove si spiega che, oltre all’alimentazione sana, per vivere a lungo bisogna essere inseriti in una ampia e durevole rete di amicizie. Bene, se siete book…

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Soffocare la rabbia fa male! La rabbia va capita ed elaborata, non soppressa (non è facile, ma neanche impossibile).

Olga Chiaia

La rabbia è una malattia, l’ira un peccato capitale, la violenza è un inferno. L’odio intossica, l’avversione è uno dei tre velenidella mente, secondo il buddismo.
La rabbia non gode di una buona reputazione, eppure in qualche modo siamo tutti arrabbiati. Anche se c’è chi non lo sa.
La rabbia è un’emozione primaria, preziosa per la sopravvivenza: è un segnale che indica che il nostro territorio è minacciato, o la nostra identità, o i nostri principi. E’ importante sentirla, e capirla.
Se si cerca di non provarla, perchéfa paura e fa sentire in colpa, si attivano dei meccanismi di difesa pericolosi, che tolgono energia.
Va dunque riconosciuta e ascoltata. Legittimata. Anche Gesù prova rabbia, in alcuni passi della Bibbia.
Esploriamone allora gli aspetti fisiologici, di attivazione del sistema nervoso simpatico; quelli cognitivi, cioè come la mente giustifichi o sia messa sotto sequestro dall’emozione; e quelli comportamentali, i più visibili.
Che…

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