Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Funziona esattamente così…

Viaggi Ermeneutici

Può succedere a volte che ci si senta pieni di entusiasmo e di voglia di fare. Sono fasi transitorie, a volte basta il tempo del passaggio di una nuvola, conti fino a dieci e volano via. A volte però questa voglia si fa inspiegabilmente ed irrazionalmente insistente. Diventa quasi un bisogno fisico. Come una specie di irrefrenabile prurito, la voglia di fare prende il sopravvento. E tu non puoi non seguirla.

Può capitare che questa voglia si mascheri sotto mentite spoglie come un qualcosa di conveniente. Pensi che sia una buona idea e ti lanci. La professoressa chiede chi vuole farsi interrogare e tu alzi la mano, convinto di essere preparatissimo. In ufficio il capo chiede chi vuole coprire il turno della sera e tu ti fai avanti sperando così di fare carriera. Pensi ad un tornaconto. Vuoi fare bella impressione.

Altre volte invece la maschera che assume è quella…

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I tacchi a spillo

“Noi.”
Ho cominciato a pensare al plurale da un po’. Noi. Non più Roberto e Sara, che si “frequentano”, ora si dice così, “friends with benefits”, scopamici insomma, ma noi: una coppia.

Eravamo due persone distinte ovvio, con le nostre peculiarità, idiosincrasie, tic, manie, perversioni, qualche positività e tante seghe mentali. Ci vedevamo quasi ogni settimana nonostante la distanza, ogni tanto si dormiva insieme quando il lavoro lo permetteva, qualche vacanza, le serate con gli amici, tanto sesso, tante risate.

Facevamo coppia fissa insomma, poi ognuno tornava a casa sua, saluti e baci, nessun progetto per il futuro, solo la parte migliore del rapporto.

Ho pensato a quel “noi” e ho tremato.

Perché io per prima non credevo più in questo pronome che vorrebbe racchiudere in così poche lettere un mondo.

Non dopo le esperienze passate. La convivenza precedente mi aveva soffocato, tarpato le ali, deluso, tradito, abbandonato. Troppe aspettative…

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Meditate, governi d’Europa e del mondo intero, meditate!

Gheula Canarutto Nemni

17504424_10211180074553438_1587843083399641041_oCaro mondo che ti eri illuso che i pedoni venissero travolti solo nelle strade di Gerusalemme. Che speravi coltelli e pugnali colpissero alle spalle solo chi cammina su marciapiedi contesi. Che ti sei lasciato ingannare da titoli mediatici e tesi geopolitiche, che descrivono il medio oriente come un universo a te molto, molto, lontano. 

Caro mondo che hai nascosto la testa nella sabbia per non sentire le avvisaglie di una guerra interna. Che hai chiuso gli occhi davanti all’esodo degli ebrei dall’Europa nel 2017, davanti agli attacchi terroristici che hanno falciato donne, uomini e bambini nelle entrate delle scuole ebraiche, alla cassa degli Hyper Casher.

L’Europa non è un insieme di stati nati da una risoluzione ONU nel 1948. L’Europa non è stata fondata da popoli che ritornavano sulla propria terra. La legittimità dell’Europa non è mai stata messa in discussione da politici, attori e movimenti boicottatori.
Eppure anche…

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ilmondodelleparole

Chiudi gli occhi e pensa a qualcosa da dedicare al tuo papà.

Babbo

Che cosa sei?

Un’entità diversa

Una roccia su cui posarmi

E parlare, folle

Chiamandoti da lontano

Sei un dono importante

Piovuto alla mia nascita

Desideravi amarmi

E per me costruire case

Eri il mio migliore amico

Giocare insieme all’infinito

Sedevi a terra come me

Dentro ancora un bambino

E mi facevi il solletico alla pancia

Eri un sorriso, enorme

Ti cercavo e c’eri sempre

Ad asciugar le lacrime pesanti

Poi è successo che son cresciuta

E babbo, cosa sei?

Un muro di silenzio

Eppure tu capivi

E avresti voluto agire

Ma nel tuo angolo di paradiso

Tra le braccia grandi del tuo corpo

Potevo rifugiarmi

Tu capivi

E avresti voluto dire

Dirmi che i pensieri uccidono

Che a qualcuno bisogna parlare

Ma eri un padre e sei stato padre

A pregare per la mia vita

Mai per…

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Assolutamente vero!

Perdersi dentro casa

A quanto pare, vita comune di noi mamme (anche di figli grandi… 😉 ).

Unamammazen

Pomeriggio qualunque di una giornata qualunque di un mese qualunque:

Ohhhh finalmente lo gnomo si è addormentato. Quasi quasi lo raggiungo perché ho un mal di testa pazzesco, mi sdraio un pochino…

Biiip

Ah ecco ha finito la lavatrice, dai stendo ora che sono giusto due cosine, ci metto un attimo e poi mi sdraio…

Ecco fatto non c’ho messo molto dai ora vado a let…
cosa c’è qui per terra? è tutto appiccicoso. Dev’essere come ho portato la spazzatura fuori ieri. Vabbè dai mica posso lasciare sta macchia qua prendo uno straccetto che a pulire ci vuole un minuto…

Ecco fatto finito era dura ma l’ho sconfitta, ora lavo lo straccio perché di lasciarlo sporco in giro non mi va, un secondo ed è fatta.
Ecco ora me ne vado a lett…
uuuh è vero avevo fatto i biscotti ora che si sono freddati posso metterli in un contenitore…

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I tacchi a spillo

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Dicevi che ero la tua puttana, la tua troia, la tua marchettara, la tua zoccola. E non so quante altre cose dello stesso genere. E io, per farti piacere dovevo rispondere che era vero, che lo sapevo, che ero la tua troia, la tua marchettara, la tua puttana, la tua zoccola.

(da L’attenzione di A. Moravia)

Sai, questo è tutto quel che vorrei darti. L’eccitazione, la condivisione dei sensi, gli occhi puntati negli occhi, per sfida. E dirti che so dove voglio arrivare in questo gioco. E che qui comando io, anche se sono la tua puttana. Perché scelgo di esserlo, oggi ancora una volta. Come è stato ieri, e ieri l’altro, ma non posso sapere se lo sarò domani.

E’ una scelta, la mia.

Guardami, io non abbasserò lo sguardo. So cosa voglio da te e so come prendermelo.

Nessuna poesia. Non c’è rima nel sesso sporco; niente nuvole…

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