Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

bambino adulto anziano

Prendiamo gli anziani, appannati da demenza o arteriosclerosi. Anche loro vengono legati. In un pronto soccorso romano, mi è capitato di vedere un vecchio prete polacco con i genitali per aria. Tutt’intorno camici e casacche linde che lo strattonavano, “anvedi, questo è un prete”, e giù a ridere. Ha ragione Ceronetti quando scrive che la più grande sciagura per un uomo è la lunga vita”.

Io sono d’accordo che la civiltà di un paese si misura da come tratta i bambini e gli anziani. Anzi, da come tratta i bambini, gli anziani e i disabili, la parte più debole della popolazione, come d’altra parte lo spessore di una persona si misura da come tratta colui da cui non potrà ricevere nulla in cambio.

Ho letto qualche giorno fa questo articolo, da cui è tratto il brano introduttivo a questo post. Ritengo la realtà di cui narra raccapricciante, e la…

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Giuliana Campisi

Opera di Annunziata Martiradonna

HO SCOPERTO ADESSO CHE E’ UN POST DEL BLOG DI CLAUDIA PEPE … PER CORRETTEZZA …

DAL WEB

Erano in tre i maledetti che hanno violentato una ragazza di 25 anni tra sabato e domenica a Catania. Erano in tre quando uno alla volta l’hanno stuprata, le hanno vomitato addosso il loro sperma, la loro vigliaccheria, la loro incapacità di vivere. Erano in tre, ed erano tutti italiani questi vermi che dopo averle saccheggiato ogni angolo del suo corpo, dopo averle tappata la bocca, gli occhi e spazzato via per sempre la sua vita, l’hanno gettata in mezzo alla strada. Come un sacco d’immondizia, come il letame, come il sudiciume. Erano italiani questi tre delinquenti che hanno rubato la vita ad una ragazza. Erano tre questi uomini di merda che probabilmente sono sposati e fidanzati, che vanno a messa la domenica e sputano sugli immigrati. 36…

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Bambole Spettinate Diavole del Focolare

Murasaki Shikibu, La storia di Genji, a cura di Maria Teresa Orsi, Torino, Einaudi, 2012, 1437 pp., € 90, 00.

Nel periodo Heian (794-1185) il Giappone conobbe una straordinaria fioritura della letteratura femminile, dovuta a molti fattori. Il principale fu sicuramente quello linguistico: gli uomini scrivevano in cinese, le donne in giapponese nella nuova scrittura fonetica, un bilinguismo paragonabile alla distinzione tra il latino e le lingue volgari nel Medioevo. Altri fattori furono l’appartenenza delle scrittrici alla media aristocrazia, una posizione che dava loro la possibilità di osservare con distacco il mondo dorato della Corte in cui prestavano servizio, la loro grande cultura e l’indipendenza materiale di cui godevano, grazie alle leggi dell’epoca, molto favorevoli alle donne soprattutto negli aspetti economici.

Furono queste circostanze ad aiutare la nascita di questo monumentale libro, il capolavoro insuperato della letteratura giapponese. Appartiene al genere dei monogatari (letteralmente, “raccontare cose”), in bilico…

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***Ad esempio a me piace***

(fonte immagine: https://thenounproject.com/search/?q=crib&i=789399, By Luis Prado, US)

Il dibattito su Presepe si, Presepe no, Crocefisso si, Crocefisso no, Natale si ma con il termine Festa dell’inverno è oramai sotto gli occhi di tutti e tutti si sentono nel dovere di prendere le difese di questa o quella fazione. C’è chi ripudia i simboli cristiani assurgendo alla laicità dello Stato italiano, chi invece combatte a denti stretti per proteggere la simbologia insita nel presepe e nel crocefisso. Insomma, il dibattito va per le lunghe considerato che da un po’ di tempo occupa le testate dei migliori giornali. E se da un lato Dirigenti e Maestri, paladini dell’equità sociale e del rispetto dell’altrui religioni (salvo poi schierarsi contro le unioni civili a tutela di una famiglia eterosessuale, ripudiare il divorzio nonostante le scappatelle siano concesse una volta ogni tanto) vietano anche solo di proferire la parola Natale per non…

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Nessuno è forte da solo

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

ohana-significa-famiglia

Giorni fa riflettevo sul perché del male di vivere, di questa mia stanchezza, fisica ed esistenziale e che, proprio in questi giorni, mi è capitato di riscontrare anche in altri; mi chiedevo come facessero i nostri genitori, nonni, bisnonni etc. ad avere molta più forza di noi, nonostante delle condizioni oggettive decisamente meno favorevoli rispetto alle nostre.

Ho messo a fuoco che la chiave di volta è la famiglia: famiglia significa che nessuno è mai solo, nessuno viene lasciato indietro, abbandonato, che ognuno si sente supportato e il peso di qualsiasi problema non è mai sulle spalle di uno solo: e mi dite poco!

Noi, invece, siamo soli. Liberi, indipendenti, diciamo noi, e invece soprattutto soli. Non costruiamo rapporti, mandiamo all’aria matrimoni per sciocchezze, oppure per  cose gravi che nessuno si dà la pena di evitare o di risolvere. Anche per questo le generazioni più giovani sono spesso rappresentate da…

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The world around my fog

😥

I tacchi a spillo

Sali nella tua auto e alzi i Red Hot a tutto volume.

Lasci che l’urlo di Anthony Kiedis si srotoli in mezzo alla nebbia mentre ti mangi la pianura padana ai cento, con i capannoni che scorrono ai lati, tutti uguali, grigio più, grigio meno.

Pensi che sarà una giornata più difficile delle altre, perché è mancato qualcosa, anche se non sai ben definire cosa, se identificarlo con mancata speranza o cruda realtà.

La nebbia fa da controllo qualità per il tuo malessere, mentre lasci lungo la linea di mezzeria i tuoi vent’anni, la strada che percorrevi in bici, zaino in spalla, con la stessa musica che senti ora infilata nelle orecchie, quando sognavi come sogna chi è giovane, senza ritegno alcuno. Ma tu non sei più né ventenne, né sognatrice, anche se ogni tanto guardi ancora le nuvole dalla finestra.

Ripensi a tuo padre. A quando ieri lo hai…

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Viaggi Ermeneutici

Il piano B è il paracadute, la banconota da 50 euro per le emergenze, la strada alternativa che tieni per te, la via di fuga se i progetti non vanno come dovrebbero, la pallottola che non sparerai mai. A meno ché non sarai proprio costretto. Perché, sarà anche il paracadute, ma alle volte il piano B è il salto nel vuoto. E chi salterebbe se non fosse proprio obbligato?

Il piano B è la vacanza a casa dei tuoi, quando è esaurito dappertutto, ma tu hai bisogno di staccare per il fine settimana. Perché il piano B è spesso l’usato sicuro, la via già percorsa, è il programma che sai già cosa ti porterà, è l’amico che chiami all’ultimo minuto, quello un po’ noioso, brontolone, ma che non dice mai di no, che qualsiasi cosa proponi lui c’è. Il piano B è la serata restiamo a casa, pizza e dvd…

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