Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

I tacchi a spillo

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Dicevi che ero la tua puttana, la tua troia, la tua marchettara, la tua zoccola. E non so quante altre cose dello stesso genere. E io, per farti piacere dovevo rispondere che era vero, che lo sapevo, che ero la tua troia, la tua marchettara, la tua puttana, la tua zoccola.

(da L’attenzione di A. Moravia)

Sai, questo è tutto quel che vorrei darti. L’eccitazione, la condivisione dei sensi, gli occhi puntati negli occhi, per sfida. E dirti che so dove voglio arrivare in questo gioco. E che qui comando io, anche se sono la tua puttana. Perché scelgo di esserlo, oggi ancora una volta. Come è stato ieri, e ieri l’altro, ma non posso sapere se lo sarò domani.

E’ una scelta, la mia.

Guardami, io non abbasserò lo sguardo. So cosa voglio da te e so come prendermelo.

Nessuna poesia. Non c’è rima nel sesso sporco; niente nuvole…

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False verità 

Guardando la luna da una cruna

​- no.

– no cosa?

– no. Ti ho mentito.

– su cosa?

– su me. Su te. Su gli altri. Su tutto.

– che vuol dire? Che è tutto inventato?

– no. È tutto vero.

– che cazzo vuol dire? È tutto vero o è tutto falso?

– bè è vero. Le cose sono vere, il vissuto è reale, i nomi, i posti, le persone, i ricordi, le esperienze.

– quindi? Che cazzata hai fatto?

– nessuna.

– e di che parli allora?ci sto provando io ma già mi girano.

– ti ho semplicemente mentito. Su tutto.

– su cosa? Su COSA?!?

– non lo capisci? Era tutto finto. Non ciò che provavo, non ciò che pensavo. Ma ciò che credevo di provare e pensare.

– mi tiri deficiente. Non ci sto capendo niente.

– che era tutto intenso e vivido, ma un po’ meno. Sembrava tutto bello e…

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Come una spumiglia

Panirlipe's Weblog

“Ci siamo già incontrati?” mi chiede la brand manager mentre ci fa accomodare.
Vorrei dirle di sì, certo, ci siamo già incontrati. Ma come? Non ti ricordi più i baci nell’androne del palazzo, gli abbracci nel sottoscala, le lettere, le camminate? Non ti ricordi di quella volta, che la luna era già visibile e piena nel primo pomeriggio?
“ Sembra una spumiglia” avevi detto.
Ma è passato troppo tempo e io sono cambiato. Anche lei è cambiata: quei capelli lunghi di cui mi ero innamorato li ha tagliati corti e li tiene così ormai da trent’anni. Lunghi un centimetro, forse poco più. Un taglio che poche donne possono concedersi, quasi da infestazione di pidocchi. Un taglio che, quando l’ho vista, dopo due anni che mi aveva lasciato, mi aveva fatto inorridire. Tuttavia lei è rimasta ancora uguale, quell’acconciatura l’ha invecchiata di colpo e così è rimasta.
“Non credo” le…

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E’ passato un anno

il nuovo blog del gatto sylvestro

Nonostante abbia una memoria da pesce rosso, ricordo ancora bene quella sera.

Mio padre mi aveva chiamato mentre stavo uscendo dall’ufficio…“vieni a casa che la mamma ha bisogno della morfina”.

Già, in quel periodo ero diventato infermiere, imparando anche a fare le iniezioni…io che alle iniezioni sono proprio allergico.

Corsi a casa, ma appena la vidi capii subito che eravamo arrivati al dunque. Le feci quell’iniezione nella speranza, non troppo convinta, che potesse realmente alleviarle un po’ il dolore. Nel frattempo mio padre tenacemente e testardamente continuava a cercare di far uscire il medico, lo stesso medico che al telefono mi diceva…“sua padre purtroppo non ha capito, è inutile che venga a casa sua. Mi spiace ma non c’è più nulla che possiamo fare”.

Ovviamente dovevo inventarmi una qualche scusa per mio padre che non voleva accettare quel verdetto.

Così mentre lui continuava a cercare qualche soluzione per…

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Turno di notte

Nessuno dice libera

A me piace lavorare di notte, credo sia in parte riconducibile a una mia sfumata sociopatia.

Mi piace perchè nel turno di notte tutto è più ovattato e silenzioso, i telefoni squillano solo per pochi buoni motivi, il campanello del reparto non gracchia incessantemente per lunghi minuti.

Siamo in pochi, nei piccoli ospedali come il mio, pochissimi.

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Ci sono poveri pieni di dignità (Umberto D. docet), e poveri che hanno dovuto abbandonare anche quella. Ma la vera miseria è quella nell’animo dei truffatori che si approfittano del buon cuore altrui: io l’elemosina non la do mai, magari faccio la spesa, invito a colazione, ma denaro mai. Però, quando rifiuto l’elemosina che mi viene chiesta, non sono immune da sensi di colpa: chi sarà la persona che me la sta chiedendo? Un riprovevole lestofante, come quello citato in questo post, che finge una menomazione che non ha per abusare della bontà altrui, o veramente un disgraziato cui la vita ha chiesto troppo?

arthur...

mani_sf-b

BuonGiorno, con tutte le vocali e consonanti, e sapete perché? Perché oggi non voglio farmi mancare nulla.

Ieri sentivo alla televisione di questi nuovi poveri che non si ha voglia di guardare. Sono quelli silenziosi, quelli che girano senza porgere nessuna mano, quelli che vanno a mangiare alla Caritas e ci dormono se non trovano posto per strada, quelli che per una sorta di strana alchimia non solo non guardiamo ma al solo pensiero di scambiarci due parole ci viene l’orticaria; ma anche quei vecchietti che di sera stanno con la luce in casa spenta per risparmiare sulla bolletta, gli stessi che il Natale lo passano da soli e il panettone che non c’è sarebbe il male minore, visto che non c’è neanche un sorriso, una buona parola o un bacio sulla guancia. Gli stessi che magari al supermercato rubano una barretta di cioccolata e che se scoperti diventano di…

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La Verità ci Rende Liberi

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La sofferenza di chi si sente creativo e non sa omologarsi al “normale”

Di dr.ssa Carla Sale Musio –  carlasalemusio.blog.tiscali.it

Come psicoterapeuta, incontro spesso persone dotate di un’ottima salute mentale ma sofferenti, a causa della patologia sociale in cui vivono immerse.

Nel corso degli anni ho individuato, dietro a tante richieste di aiuto, una struttura di personalità dotata di sensibilità, creatività, empatia e intuizione, che ho chiamato: Personalità Creativa.

In questi casi non si può parlare di cura (anche se, chi chiede una terapia, si sente patologico e domanda di essere curato) perché: essere emotivamente sani in un mondo malato genera, inevitabilmente, un grande dolore e porta a sentirsi diversi ed emarginati.

Le persone che possiedono una Personalità Creativa sono capaci di amare, di sognare, di sperimentare, di giocare, di cambiare, di raggiungere i propri obiettivi e di formularne di nuovi.

Sono uomini e donne emotivamente sani, inscindibilmente connessi alla propria anima e in contatto…

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