Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Articoli con tag ‘Barbara’

Prestami il tuo braccio

Se mai avessi avuto dei dubbi – e non li avevo – la necessità da parte palestinese di utilizzare sempre materiale fasullo per portare avanti le proprie ragioni li abbatte tutti.
Ma per queste falsità, per questa cultura dell’odio, la prima vita che distruggono è la loro: davvero si preparano a morire senza avere mai assaporato la vita. Secondo me invidiano la gioia del popolo d’Israele.

Federazione Sionistica Italiana

Quando la mistificazione non si fa scrupolo di utilizzare morti per attizzare l’odio. Oggi il web è stato inondato da una foto spacciata come quella di Abu Maysara Hamdiya, un prigioniero palestinese, morto questa settimana in un carcere israeliano, la morte del quale è stata presa a pretesto per scatenare una nuova ondata di violenze nella West Bank.

Hamdiya soffriva di cancro, e l’accusa è che egli non abbia ricevuto le cure mediche di cui aveva bisogno. La foto lo mostra ammanettato a un letto di ospedale e insinua che gli fossero stati inflitti trattamenti crudeli, inumani durante la sua pena detentiva.

 

Il portavoce israeliano del Prison Service, Sivan Weizman, ha spiegato che  erano state prese tutte le precauzioni necessarie per la salute di Abu Hamdiya, tra le quali il trasferimento in un carcere più vicino a strutture ospedaliere. Ricordiamo che Hamdiya in effetti è morto nell’ospedale di…

View original post 97 altre parole

TU E LUI

Un grazie dal più profondo del cuore e tutta il mio appoggio e la mia solidarietà ai meravigliosi soldati dell’esercito israeliano, che ogni giorno combattono per la nostra vita contro una cultura di morte.

ilblogdibarbara

Traduzione del testo che compare in sovraimpressione

– Tu resti sveglio fino a 16 ore – lui rimane sveglio per giorni di fila
– Tu ti prendi belle lunghe docce calde tutti i giorni – lui marcia e striscia per giorni senza una goccia d’acqua
– Tu ti lamenti per il mal di testa e ti dici “malato” – lui viene gravemente ferito da un proiettile e vuole tornare sul campo di battaglia
– Tu protesti e lo chiami assassino – lui combatte ancora per il tuo diritto di protestare
– Tu invii una lettera d’amore alla tua ragazza – lui scrive una lettera per rompere con lei prima di andare in guerra
– Tu abbracci e baci la tua ragazza come fai ogni giorno – lui tiene la sua lettera aperta e le lacrime cadono dai suoi occhi
– Tu guardi felice il tuo bambino che dorme – lui riceve…

View original post 331 altre parole

4 NOVEMBRE 1945: IL POGROM DI TRIPOLI (di Barbara)

ilblogdibarbara

Verità sugli ebrei della Libia

Leggo continuamente dei bei tempi andati in Libia… E rimango incredulo e stupito. Basterebbe ricordarsi che da quel paese siamo stati cacciati dopo tre pogrom e senza una lira in tasca per non credere a queste menzogne ma probabilmente non è sufficiente per cui vorrei ricordare ai miei compaesani come vivevamo, senza sindromi di Stoccolma o altro. Vorrei ricordare che quando uscivamo di casa il consiglio silenzioso dei genitori era: testa bassa e passo svelto. Che le possibilità di essere insultai, sputazzati, picchiati erano tra il 30 ed il 50 per cento. Che quando uscivamo da casa eravamo possibilmente più di uno e che ci accompagnavamo vicendevolmente. In genere ogni uno di noi aveva un accompagnatore “ghibbor e coraggioso” per tornare. Mia madre Z’ L’ quando tornavo mi diceva sempre che… ero un attaccabrighe perché in fin dei conti se avessi seguito strade più sicure…

View original post 819 altre parole

Tag Cloud