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Archivio per la categoria ‘Post rebloggati’

Amore mio, non era questo il mondo che sognavo per te quando sei nato

Gheula Canarutto Nemni

Amore mio,

Non era questo il mondo che sognavo per te quando sei nato.

Non erano queste le notizie che speravo leggessi al mattino appena sveglio.

Sognavo per te un mondo dove le persone imparano a non ripetere gli stessi errori del proprio passato, un posto dove la vita umana è il bene, il valore, più prezioso di tutto.

Avrei voluto insegnarti il significato della parola amore e non doverti raccontare perché c’è così tanto odio.

Avrei voluto che guardassi un semplice zaino lasciato per terra presumendo la distrazione del suo proprietario e non temendone le intenzioni. Che tu ne immaginassi il contenuto con appunti, quaderni e colori e non con morte e distruzione.

Speravo di spiegarti il valore della fiducia e non la necessità del sospetto.

Avrei voluto che andassi ai concerti con la paura di rientrare tardi e venire sgridato da mamma e papà. E non con il…

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No Vax Free Vax e l’ignoranza

Nessuno dice libera

Oggi avevo un po’ di tempo libero e, come tutti quelli che hanno del tempo libero, mi sono dedicata ad uno dei miei hobby preferiti, un hobby che spesso sfuma nella perversione: attaccare rissa sui social su temi sanitari.

A mia parziale discolpa va detto che non me la sono proprio andata a cercare, diciamo che i miei amici, più o meno consapevoli delle mie debolezze, mi hanno sventolato sotto il naso un post di Free Vax, così come si fa con un drappo rosso per il toro, sapendo perfettamente che a certe tentazioni non so resistere.

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Vaccini: vi stanno prendendo per il culo.

non si sevizia un paperino

collodipapero

La settimana scorsa ci sono stati diversi commenti un po’ pepati perché, in un articolo che parlava di tutt’altro, abbiamo citato la questione vaccini. Se posti la parola “vaccino” su Facebook, non importa se inserita in un contenuto che verte su altri argomenti, scatenerai orde di commentatori monotematici, un po’ come se parli di veganesimo, se auguri “buon natale” sul gruppo Facebook dell’UAAR o se posti il nuovo logo della Juventus.

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Scrivi ragazza, scrivi

Gatto Atlantico

Scrivi ragazza, scrivi, del tempo, dello spazio, del mondo, dei ragazzi come te, di quelli diversi da te, del bianco, del nero, della luce che passa dalla finestra, la tua, la sua, quella del cielo.

Scrivi ragazza, scrivi, della musica, della vita, di Picasso e Caravaggio, della morte, dell’amore, dei saluti che non sono arrivati, di quelli che sono tornati.

Scrivi ragazza, scrivi, dell’arte, del pensiero, dei delusi, degli illusi, dei sospiri, dei lamenti, delle risa, della gioia.

Scrivi ragazza, scrivi, delle piume che cadono dal cielo, del polline in primavera, del sole a picco d’estate, della città, dei luoghi del cuore, dell’andata, del ritorno.

Scrivi ragazza, scrivi, del lavoro, dei viaggi, degli abbandoni, di tuo padre, di tua madre, delle immagine, della parola, dell’immenso.

Scrivi ragazza, scrivi, dell’accordo, del disaccordo, della pioggia, dei torrenti, del mare, del fiume, dell’acqua di lago.

Scrivi ragazza, scrivi, dei profumi, dei nemici, degli…

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Già che sei in piedi, lavi anche la frutta? Ovvero, fenomenologia dell’orgoglione

Funziona esattamente così…

Viaggi Ermeneutici

Può succedere a volte che ci si senta pieni di entusiasmo e di voglia di fare. Sono fasi transitorie, a volte basta il tempo del passaggio di una nuvola, conti fino a dieci e volano via. A volte però questa voglia si fa inspiegabilmente ed irrazionalmente insistente. Diventa quasi un bisogno fisico. Come una specie di irrefrenabile prurito, la voglia di fare prende il sopravvento. E tu non puoi non seguirla.

Può capitare che questa voglia si mascheri sotto mentite spoglie come un qualcosa di conveniente. Pensi che sia una buona idea e ti lanci. La professoressa chiede chi vuole farsi interrogare e tu alzi la mano, convinto di essere preparatissimo. In ufficio il capo chiede chi vuole coprire il turno della sera e tu ti fai avanti sperando così di fare carriera. Pensi ad un tornaconto. Vuoi fare bella impressione.

Altre volte invece la maschera che assume è quella…

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Friends with benefits

I tacchi a spillo

“Noi.”
Ho cominciato a pensare al plurale da un po’. Noi. Non più Roberto e Sara, che si “frequentano”, ora si dice così, “friends with benefits”, scopamici insomma, ma noi: una coppia.

Eravamo due persone distinte ovvio, con le nostre peculiarità, idiosincrasie, tic, manie, perversioni, qualche positività e tante seghe mentali. Ci vedevamo quasi ogni settimana nonostante la distanza, ogni tanto si dormiva insieme quando il lavoro lo permetteva, qualche vacanza, le serate con gli amici, tanto sesso, tante risate.

Facevamo coppia fissa insomma, poi ognuno tornava a casa sua, saluti e baci, nessun progetto per il futuro, solo la parte migliore del rapporto.

Ho pensato a quel “noi” e ho tremato.

Perché io per prima non credevo più in questo pronome che vorrebbe racchiudere in così poche lettere un mondo.

Non dopo le esperienze passate. La convivenza precedente mi aveva soffocato, tarpato le ali, deluso, tradito, abbandonato. Troppe aspettative…

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Caro mondo, la tua integrazione si sta trasformando nella tua disintegrazione…

Meditate, governi d’Europa e del mondo intero, meditate!

Gheula Canarutto Nemni

17504424_10211180074553438_1587843083399641041_oCaro mondo che ti eri illuso che i pedoni venissero travolti solo nelle strade di Gerusalemme. Che speravi coltelli e pugnali colpissero alle spalle solo chi cammina su marciapiedi contesi. Che ti sei lasciato ingannare da titoli mediatici e tesi geopolitiche, che descrivono il medio oriente come un universo a te molto, molto, lontano. 

Caro mondo che hai nascosto la testa nella sabbia per non sentire le avvisaglie di una guerra interna. Che hai chiuso gli occhi davanti all’esodo degli ebrei dall’Europa nel 2017, davanti agli attacchi terroristici che hanno falciato donne, uomini e bambini nelle entrate delle scuole ebraiche, alla cassa degli Hyper Casher.

L’Europa non è un insieme di stati nati da una risoluzione ONU nel 1948. L’Europa non è stata fondata da popoli che ritornavano sulla propria terra. La legittimità dell’Europa non è mai stata messa in discussione da politici, attori e movimenti boicottatori.
Eppure anche…

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