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Articoli con tag ‘Quarchedundepegi’

Al capezzale dell’Italia malata (di quarchedundepegi)

Ippocrate è considerato il padre della medicina moderna. Questo disse:

Anni fa mi trovai a scrivere un articolo su un argomento medico. Lo scrissi per la gente comune e lo scrissi con parole normali e comprensibili.

Volli che fosse stampato quello che Ippocrate disse e che è ben leggibile nel riquadro.

Ma chi era effettivamente Ippocrate?

Era un medico greco (460-375 avanti Cristo) e fu una delle figure più rappresentative della medicina antica, perché tentò di liberare questa scienza dalle componenti magiche e superstiziose.
Ai suoi allievi chiedeva di pronunciare davanti ad Apollo, dio della medicina, un giuramento con il quale si impegnavano ad esercitare la professione in un modo che si potrebbe definire semplicemente onesto.

Esiste tutt’ora, per i medici, il GIURAMENTO MODERNO DI IPPOCRATE:

Consapevole dell’ importanza e della solennità dell’ atto che compio e dell’ impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell’ esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d’ urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall’ “accanimento” diagnostico e terapeutico.

Fin qui quello che accade o dovrebbe accadere in medicina.

Nella nostra vita di tutti i giorni ci stiamo confrontando col “comportamento” di alcuni TECNICI che sono stati chiamati al capezzale dell’inferma Italia. Prima di procedere, secondo i consigli di Ippocrate, avrebbero dovuto chiedere all’Italia, o ai sui rappresentanti, se desiderava eliminare le cause della malattia. Poi avrebbero dovuto o potuto procedere.

Chi sono i Rappresentanti dell’Italia? Credo i Parlamentari i quali, anziché il GIURAMENTO DI IPPOCRATE credo abbiano giurato fedeltà alla COSTITUZIONE.

Non sono né un Tecnico e neppure un parlamentare. Sono un normalissimo cittadino italiano che vive all’estero, che guarda la propria patria molto da vicino e che, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, riesce, giorno dopo giorno, a farsi un’idea del comportamento dei MEDICI TECNICI nonché dei rappresentanti, democraticamente eletti, della MALATA ITALIA.

Ippocrate visse molto più di 2000 anni fa e, con poche parole, mise a fuoco la cosa più importante e necessaria da prendere in considerazione prima di accingersi curare un ammalato.

I MEDICI TECNICI l’hanno fatto? Hanno chiesto ai rappresentanti del paziente se volevano eliminare le cause della malattia? E i rappresentanti del paziente, cioè GLI ONOREVOLI E I SENATORI, hanno accettato di eliminare le cause della malattia?

Siamo tutti portati a pensare che il desiderio di eliminare la cause della malattia faccia parte del desiderio di tutti noi e di TUTTI LORO. Ma è proprio così. Credo di no.

Credo proprio di no. Dopo molti mesi, se ci fosse determinazione, ci sarebbe anche qualche certezza. C’è la certezza che ho trovato in questa figura; c’è la certezza dei molti suicidi e l’incertezza, ancora oggi, dell’ammontare dell’IMU.

Si parla spesso di MALASANITÀ. Si è arrivati a parlare di “MALAPOLITICA”.

I medici e gli operatori sanitari che sbagliano devono fare i conti con la Magistratura, i tecnici e i politici che sbagliano e continuano a sbagliare, sono sempre in primo piano a predicare quello che si dovrebbe fare.

MAH!

Link al post originale.

Quando moralità e legalità non coincidono (di Quarchedundepegi)

Se faccio un lavoro, e lo faccio bene è giusto ch’io venga retribuito? Credo di sì!

Se non spendo tutti i soldi che guadagno, è giusto risparmiarli? Credo proprio di sì!

Se ho risparmiato, è giusto che i miei soldi non perdano il loro potere d’acquisto? Credo sempre di sì!

Ipotizziamo che lo Stato dove ho “depositato” i miei risparmi sia mal governato e i miei soldi perdano il loro potere d’acquisto. È giusto ch’io li porti in un altro Stato? Se lo Stato fosse l’Italia la risposta sarebbe no!

Da “LA SETTIMANA ENIGMISTICA”

Qualcuno ricorderà sicuramente questa bellissima e chiarissima vignetta.

Se porto i soldi in un altro Stato ben governato faccio qualcosa MORALMENTE GIUSTO ma LEGALMENTE SBAGLIATO; se lascio i soldi nello Stato malgovernato e, grazie all’inefficienza permetto che il mio capitale venga depauperato faccio qualcosa LEGALMENTE GIUSTO ma MORALMENTE SBAGLIATO.

Perché moralmente sbagliato? Perché se io posseggo un bene, ho il dovere di salvaguardarlo per me e per la mia Famiglia. Non è giusto che io permetta a Governanti corrotti e imbelli di sperperare le mie fatiche.

Non sto mica parlando dell’Italia… e neppure della Svizzera.

Parlo in generale. Vi farebbe piacere se qualcuno entrasse in casa vostra, raggiungesse i cassetti nei quali custodite i soldi e si prendesse una percentuale di quello che trova dicendo che gli servono… A cosa gli servono? Gli servono per andare a cena con gli amici; poi, a notte inoltrata, vi porterà gli avanzi.

Leggete quanto ho trovato:

Da “IL TEMPO” del 4.11.2011.”È alto tradimento portare denari all’estero!», ha sentenziato mercoledì nel salotto di Vespa a Porta a Porta, il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari. «È un reato!», gli ha fatto eco Matteo Colaninno del Pd.

In fondo hanno ragione. Ma è più reato sperperare i soldi del contribuente, e quindi degli italiani onesti, o difendere il frutto di un lavoro? Portare i propri soldi all’estero è o no l’equivalente del sottrarre il malloppo a un delinquente?

Ripeto; non sto parlando dell’Italia… e neppure della Svizzera.

Ho però fatto un veloce e semplice calcolo di quanto è accaduto in Italia.

Ricordo perfettamente che quando emigrai la prima volta in Svizzera, correva l’anno 1963, per acquistare un franco svizzero erano necessarie 145 lire.

Quando riemigrai definitivamente nel 1979 le lire necessarie per acquistare un franco svizzero erano circa 500. Ciò significa che, in meno di venti anni, il potere d’acquisto della lira era circa quattro volte meno; questo per il fatto che, in questi anni anche il potere d’acquisto del franco svizzero era leggermente diminuito.

Dal 1980 al momento in cui l’Italia arrivò a far parte dell’Eurolandia, ci fu un’ulteriore perdita del potere d’acquisto.

Ma, se la moneta di una Nazione perde potere d’acquisto, non potrebbe essere colpa dei Governanti?

Sottrarre il malloppo al delinquente! Guardate un po’ che fine fanno i malloppi dei contribuenti:

http://www.raffaelecozzolino.it/2012/02/02/e-unitalia-di-ladri/#comments

Siamo di fronte a qualcosa di recente.

Lo conoscete?

Sbraitare contro chi porta i soldi all’estero e divertirsi alla “Tremonti” con gli scudi fiscali è sicuramente utilissimo. Ma non sarebbe meglio mettersi a Governare per rendere l’Italia appetibile ai capitali stranieri?

Chi porta i soldi all’estero finisce in prigione. Chi, governando male agevola i “furti” fa carriera… o no?

Con questo articolo non sto dicendo che è giusto far espatriare i propri soldi; vorrei far calmare, rilassare e pensare quelle tante persone che si rovinano il fegato pensando che l’Italia starebbe meglio se nessuno portasse i soldi all’estero.

L’ITALIA STAREBBE MEGLIO SE I GOVERNANTI, SECONDO IL MANDATO RICEVUTO DAGLI ELETTORI, LAVORASSERO PER IL BENE DELLA PATRIA. I SOLDI RIMARREBBERO IN ITALIA E NE ARRIVEREBBERO ALTRI DA INVESTITORI STRANIERI.

Non so se riusciremo ad arrivarci. Non so se la maggioranza degli italiani arriveranno a capirlo. Temo che la mia speranza sia proprio fantascientifica.

Da “LA SETTIMANA ENIGMISTICA”

Forse potremo arrivarci se una buona parte di coloro che si candideranno alle prossime elezioni troveranno il tempo di leggere questo BEST SELLER.

Link al post originale.

Lo stupro come arma di guerra e il fenomeno delle spose bambine (di Quarchedundepegi)

IL FRANCOBOLLO INSEGNA 5

Questo francobollo passato, penso, del tutto inosservato dovrebbe dirci moltissimo.

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

È stato emesso nel 2011. Quindi quest’anno. Non so quanti l’hanno visto.

Si direbbe fatto in favore delle donne. In più è la tariffa per una lettera per l’estero. Mi chiedo se arriva a essere utile a qualche donna oppure no.

Ho letto questo articolo dell’amica Loretta:

http://lorettadalola.wordpress.com/2011/06/13/una-speranza-per-le-donne/

e ho pensato che, per le donne, in certe zone del globo, dev’essere veramente terribile.

Sono poi arrivato, per caso, a leggere questo articolo:

Da “AZIONE” del 6 giugno 2011

È allucinante dover prendere atto come in alcune parti del mondo, anche da parte di truppe USA, si abusi della vita di donne e donne bambine o adolescenti. È sconsolante dover considerare che i “Grandi” della Terra, del nostro pianeta, siano solo interessati al PIL e a farlo crescere. È ancor più allucinante dover sentire “di tutto” perché un pezzo grosso del FMI viene arrestato e imprigionato grazie a leggi “rigidissime” e in altro punto del globo, cittadini USA abusano e stuprano impunemente. Leggo nell’articolo:

Particolare dell’articolo menzionato

Il Presidente del Fondo Monetario Internazionale, perché gli piaceva la cameriera, è stato trattato come il peggiore degli assassini; quegli americani e quei britannici probabilmente, al loro ritorno a casa hanno ricevuto una medaglia.

Cosa c’è di giusto in tutto questo? Non voglio assolutamente difendere nessuno. Semplicemente inorridisco di fronte alle sofferenze di certe donne.

Ma non basta perché lo stupro, da parte dei cittadini USA non è uno “sfogo” recente. Leggo sempre sullo stesso articolo, che ipotizzo scritto in buona fede e, soprattutto veritiero:

Ancora dall’articolo menzionato

Ripeto, sia chiaro, non voglio difendere l’ex Presidente del Fondo monetario Internazionale; chiedo però:”Quanti di quei militari di Napoli sono stati condannati per lesioni personali? e quanti di quelli dell’Afghanistan hanno subito regolare processo?”

Forse l’ex Presidente dell’FMI pagherà per tutti?

Intanto gli stupri continuano e nessuno fa nulla di concreto.

È bello e meritevole decretare l’ANNO INTERNAZIONALE DELLA DONNA. Ma a vantaggio di chi? A vantaggio della donna nel mondo?

Da “AZIONE”

Questo è il titolo “a tutta pagina” di un articolo piuttosto sconcertante e, oserei dire, avvilente. Possono le “consuetudini” rendere l’uomo “maschio” così malvagio? L’articolo parla di 60 milioni nel mondo di spose bambine!.. non di qualche migliaio.

E poi ci sono le poverette che dopo la “necessità” della gravidanza non possono neppure vedere un medico e vengono lasciate morire.

da “AB WEB” Foto di Stephanie Sinclair – Premio UNICEF 2007 – Lui 40; Lei11

Questa foto è del 2007 o anteriore a quell’anno. Questo significa che il problema, per noi “spettatori”, non è di ieri. Esiste da molto tempo ma non riusciamo, o non vogliamo, proprio fare nulla.

Quelle donne e quelle bambine hanno urgente bisogno di aiuto!

Questa bimba fu mutilata? Dopo questo matrimonio quanto avrà dovuto soffrire?

Non mi è dato sapere e conoscere. Posso solo chiedermi:”Cosa significa per quella coppia la parola Amore?”.

Scrissi:http://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/09/27/articoletto-19-2/

Mi sovviene che più di dieci anni fa una mia paziente, oggi anziana, che da bambina fu violentata mi chiese:”Cos’è l’amore? Cosa significa voler bene?”.                                     Per 60 milioni di donne è più facile amare o odiare?

Link al post originale.

Medici superficiali e danni da farmaci (di Quarchedundepegi)

I MEDICI METTONO DELLE DROGHE CHE NON CONOSCONO IN UN CORPO CHE CONOSCONO ANCOR MENO.

Chi scrisse questa frase proprio non sapeva quanti passi da “gigante” ha fatto la scienza. Penso però avesse perfettamente ragione. Si tratta di François-Marie Arouet VOLTAIRE morto nel 1778. È interessante notare che Voltaire è lo pseudonimo del Signor Arouet.

VOLTAIRE

Questo grande personaggio che lasciò un’impronta non indifferente e che dei medici, più di duecento anni fa, non disse troppo bene, potrebbe essere considerato, ancor oggi perfettamente attuale.

I MEDICI NON CONOSCONO LE DROGHE

Ma come si fa a dire questo. Oggi nel 2011 i chimici e i Grandi delle Case Farmaceutiche sanno tutto di quello che producono e che vendono. Ma questo non solo ora, ma anche già cinquanta anni fa. I progressi della chimica e della biochimica sono semplicemente favolosi. Ogni medicamento viene “meticolosamente”  sperimentato, controllato, analizzato, ecc. ecc. Accadde anche per il Talidomide che sarebbe stato distribuito, con nomi diversi, in 50 Paesi.

GLI EFFETTI DEL TALIDOMIDE

Perbacco! Non è sempre così. Basti pensare a quanto seppe fare la Penicillina e il Vaccino antipoliomielitico.

Il Talidomide fu un medicamento veramente drammatico.

In questo momento ricordo di un sulfamidico che andava “a fiumi” e che veniva propagandato come assolutamente innocuo. Dopo anni ci si accorse che poteva dare disturbi fino al blocco renale.

Voltaire fu un grande in Francia al punto che su una banconota da 10 franchi c’era la sua effige.

Banconota francese da 10 franchi

Ho trovato un altro detto del sommo Voltaire. L’ho trovato talmente importante per cui sento quasi il dovere di trascriverlo subito:

I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d’occhio, ma l’amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l’incantesimo dell’anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte.

Lo si potrebbe definire l’inno all’amore.

Riprendiamo il nostro argomento. Esiste una quantità enorme di medicamenti. Pensate che il dottor  Walter Modell, definito dal “Time” “uno dei maggiori esperti di farmacologia” il 26 maggio 1961 scrisse: “Quando si capirà che esistono già troppi farmaci? I preparati attualmente in uso sono più di 150mila. Non esistono abbastanza malattie per un così elevato numero di farmaci. L’interessante è che molti dei nuovi farmaci servono a combattere gli effetti dannosi di altri farmaci.”

Accadde anche a me qualcosa di simile. Dovendo fare un esame cardiologico, un’infermiera, dopo avermi messo un ago in vena, mi disse:”Adesso le inietto qualcosa per stressare il cuore”. La fermai immediatamente e le dissi che non ero assolutamente d’accordo. “Ma l’ha detto il medico”. Risposi:”Non mi interessa se l’ha detto il medico o qualcun altro.” Rifiutai categoricamente; venne una dottoressa a cercare di convincermi spiegandomi che, se fosse accaduto qualcosa di spiacevole, ci sarebbe stato il medicamento che avrebbe raddrizzato la situazione. Di fronte al mio categorico NO, l’esame fu fatto ugualmente senza problemi.

Quello sarebbe stato un farmaco per combattere eventuali danni di altri farmaci. In ogni caso ambedue “farmaci” sarebbero stati un poco dannosi all’organismo!

Nell’Appunti di viaggio 17

http://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/04/22/appunti-di-viaggio-17/

scrissi di aver visto la mostra dell’ARCIMBOLDO. Faceva magistralmente quadri come questo

ARCIMBOLDO

È bellissimo come usa frutta e verdura per fare anche dei ritratti.

Analizzando il problema medicamenti ho trovato un “ritratto” veramente molto significativo sicuramente ispirato all’Arcimboldo. Questo ritratto, anzichè formulato con mele, pere, zucchine e melanzane, è tutto un insieme di preparati farmaceutici.

Non vuole sembrare un’opera d’arte, vuole semplicemente dirci che abbiamo perso la nostra personalità e che siamo diventati un’accozzaglia di pillole, capsule, pastiglie e tutto quello che riesce a preparare l’industria farmaceutica.

Ci sono delle persone che scandiscono le ore della giornata con i colori delle pillole che devono ingurgitare.

È fantastico considerare che esistono delle persone dotate di determinazione, magari a scoppio ritardato, ma sempre determinazione. Dopo settimane o mesi di pillole decidono che non è quella la strada del benessere; da un giorno all’altro gettano ogni medicamento.

Come medico ho il dovere di aggiungere che certe decisioni possono essere anche molto pericolose.

da Big Pharma, la mafia legalizzata

Certamente un quadro dell’Arcimboldo è molto più appetitoso!

Sicuramente già Voltaire voleva metterci sull’attenti. Voleva sicuramente farci capire che certi argomenti vanno trattati con la giusta cautela. Non è che oggi, più di 200 anni dopo ci sia molta chiarezza in più.

Infatti oggi non conosciamo ancora bene il corpo. Pensiamo di conoscerlo bene, ma anche se analizziamo “i neuroni” attraverso i quali passa il pensiero (si fa per dire!), ci accorgiamo di essere ancora ignoranti. E speriamo non si riesca mai a far luce sulla genuinità e sulla singolarità del pensiero!

I metodi di indagine sono riusciti ad andare molto in profondità, rimangono però ancora inspiegabili tante reazioni dell’organismo umano.

La Francia dedicò a Voltaire un francobollo nel 1949.

Francobollo francese del 1949

Molto più interessante il francobollo che gli dedicò il Principato di Monaco.

Pare infatti che Voltaire fosse iscritto alla Massoneria.

Francobollo del Principato di Monaco – Nel trecentesimo della nascita.

Voltaire entrò nel Tempio massonico guidato da Beniamino Franklin, allora ambasciatore a Parigi, e dal Conte de Gobelin. Morendo, pronunciò la frase: “Muoio adorando Dio, amando i miei fratelli, non odiando i miei nemici e detestando la superstizione”.

Tornando alla citazione di Voltaire, per conoscere il corpo al quale propiniamo un medicamento, dovremmo conoscere anche lo spirito (o l’anima) del proprietario. Per arrivarci parzialmente sarebbe necessario un lungo colloquio. Ma se oggi i medici ascoltano con difficoltà!… e non hanno mai tempo… e sono spesso frettolosi!

MA COME FANNO A CONOSCERE IL CORPO DEI LORO PAZIENTI!

Certamente, se la medicina “consumasse” un po’ più di tempo per conoscere il malato che ha davanti, ci sarebbero meno sofferenze “gratuite”.

Di Voltaire ho detto pochissimo, quasi niente; è sufficiente quanto disse dell’arte medica. Voglio però terminare con quello che formulò riguardo all’amore.

Un vecchio amore è come un granello di sabbia, in un occhio, che ci tormenta sempre.

Quante sofferenze in meno se ci potessimo togliere quel granello di sabbia!

Link al post originale.

IL FRANCOBOLLO INSEGNA e aiuta a ricordare (di Quarchedundepegi)

Mi piace scrivere qualcosa in favore del francobollo.

Il francobollo è un piccolo pezzetto colorato che, più di un secolo fa, è stato inventato per far spedire le lettere, cioè per dimostrare l’avvenuto pagamento della tassa necessaria per quel servizio. Col tempo, quel “pezzettino di carta”, è diventato sempre più bello e ha cominciato a raccontarci delle storie.

Questo è il primo francobollo. Il famoso PENNY BLACK.

Il PENNY BLACK emesso nel 1840

Dall’uscita del primo francobollo ogni Regnante si è trovato a figurare sui francobolli del proprio stato o della propria Colonia.

Oggi se dovete telefonare, non dovete neppure ricordare il numero. Basta richiamare una memoria e, clic, alcuni istanti dopo arriverà il segnale giusto. Un tempo il segnale era solo di libero o di occupato. Ora ve ne dicono di tutti i colori e qualche volta risponde la persona alla quale avete telefonato.

Teleselezione in Italia

Guardate questo francobollo da 25 lire (4 francobolli uguali – una quartina). Fu emesso nel 1970 per commemorare il completamento della rete teleselettiva nazionale. Fino a quel momento per telefonare a qualcuno che risiedeva in un comune diverso da quello di partenza, bisognava chiamare un operatore, comunicare il numero e il comune desiderato e attendere pazientemente di essere richiamati. L’attesa poteva durare anche qualche mezz’ora e, quando finalmente potevate parlare col numero desiderato, dopo tre minuti, l’operatore vi chiedeva se volevate continuare la conversazione oppure no.

Il francobollo vi mostra un mezzo dischetto telefonico stilizzato.

Normale telefono da tavolo

Il dischetto telefonico coi numeri è facilmente visibile in questa fotografia. Quando arrivò la teleselezione nazionale bisognava selezionare il numero della “zona” prima del numero di nostro interesse. Fino a quel momento l’Italia era divisa in zone di appartenenza, ovvero esistevano società che gestivano regioni ben precise. Da Nord a Sud le cinque società telefoniche erano: STIPEL, TELVE, TETI, TIMO e STET. Solo nel 1965 furono unificate dalla SIP (Società Idroelettrica Piemontese) che, per l’occasione, diventò Società Italiana Per l’esercizio telefonico.

Quando si doveva telefonare si immetteva il ditino nel numero, lo si faceva girare fino al fermo, si faceva poi il numero seguente, il seguente ancora e finalmente si sentiva la linea libera o occupata. Si ripeteva il numero sempre nello stesso modo quasi a far arrossare il dito. Se poi la “linea” era occupata si rischiava di impazzire.

Telefono Sirio

Arrivarono poi i telefoni SIRIO coi tasti. Telefonare divenne più facile; tanto più che si poteva ripetere il numero con un unico tasto.

Non si dimentichi che i telefonini assolutamente ancora non esistevano. Se qualcuno era fuori casa e doveva telefonare, solo per le telefonate urbane poteva usare il telefono a gettone. Si doveva fare il numero e, solo dopo la risposta si doveva schiacciare quel piccolo tasto in alto che faceva scendere il gettone e allora ci si poteva parlare. Non ricordo se c’era un limite di tempo oppure no.

Telefono a gettone

Sempre col dischetto erano apparsi anche dei comodissimi e bellissimi telefoni da “comodino”. Erano anche molto simpatici e occupavano poco posto. Ce n’erano proprio di tutti i colori. Si chiamavano ERICOPHON.

ERICOPHONE

Naturalmente dall’apparecchio a gettone, si passò velocemente all’apparecchio a gettoni e alle cabine telefoniche con le porte basculanti tipo Saloon. Dopodichè arrivarono le schede telefoniche che stimolarono i collezionisti.

Recentissimamente ho trovato questo articolo:

http://pinoscaccia.wordpress.com/2011/05/29/addio-vecchia-cabina/

che dimostra un’era in declino.

ADDIO!

OGGI SI VIAGGIA SOLO COL TELEFONINO E CI SI INTOSSICA DI ONDE INVISIBILI

Siamo partiti con un francobollo. Quante cose può farci ricordare un semplice francobollo.

Anche lui scomparirà. Nessuno più scriverà e nessuno più aspetterà l’agognata lettera.

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