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Una Santa ragione (di Paolo Minucci)

Sara è molto tempo che sogna una famiglia completa. Di quelle con i figli intendo.
È passata attraverso esperienze sentimentali diverse tra loro, alcune traumatiche, altre noiose.

Ma finalmente anche a lei è toccato l’uomo che le garantisce ciò che chiede: vicinanza, partecipazione, amore.

È un giorno caldo, di quelli sul finire di Luglio, quando arriva la notizia che, ormai, i due già conoscevano.
Lui è sterile, ed in maniera assoluta. Contando sulle loro sole forze, non potranno mai avere un figlio.
Non c’è molto da pensarci su quando la vita corre più veloce di te… In genere è l’istinto a prevalere.

La Chiesa vieta qualsiasi tipo di procreazione assistita, figurarsi quella eterologa, dove la coppia si affida ad un terzo soggetto in grado di sostituire la persona sterile.
Eterologa dicevamo, ossia quando interviene un soggetto esterno alla coppia. Molte volte mi sono soffermato a pensare sul significato di questo passaggio, e molte volte ho cercato di indagare le ragioni della Chiesa, la stessa che dapprima ha accolto Sara e suo marito, e che ora gli impedisce di coronare il sogno di cui vivono.

Ma ad usare la testa per quello cui sembra più adatta, e cioè il ragionamento, talvolta si incorre in scoperte, che sino ad un minuto prima apparivano inimmaginabili: Dio ha inventato la fecondazione eterologa, almeno così si legge nel Vangelo.
Pensate a Maria, la Madonna, fecondata all’insaputa di Giuseppe, povero lui, per opera dello Spirito Santo. Eccolo il terzo soggetto. Chi può respingere questa lettura degli eventi e che le cose siano andate così? E quanta differenza c’è con quello che i nostri due, ora sconvolti, vorrebbero fare?
Non appaia blasfemo il mio ragionamento, sarebbe l’ultima cosa che desidero. La mia cultura cattolica, oltretutto, me lo impedirebbe. Ma la realtà che ci travolge le coscienze, talvolta ed anzi spesso, non è altro che qualcosa di assolutamente preconfezionato, di sagacemente stabilito a priori, per non lasciare libere le individualità di agire secondo le proprie coscienze, nel rispetto, sia chiaro, del prossimo. E dunque qualche ragionamento più aspro e al limite, qualche volta è necessario

Una volta ho letto in un fumetto una frase attribuita a Dio:
“Un Dio che provasse la propria esistenza sarebbe un Dio inesistente o un falso Dio, un idolo. Dimostratemi! E cesserò di esistere”
E ancora:
“Se la mia esistenza arrivasse ad essere dimostrata scientificamente, potrebbe essere un giorno confutata come qualsiasi altra certezza scientifica”

Ad ogni modo Sara tutto questo lo sa.
Ha un sogno da inseguire, e nessun nemico da sconfiggere.
Sara il mese prossimo ha un biglietto per un volo già comprato. Per la Svizzera.

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