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Venerdì di passione per i romani a causa della copiosa nevicata che ha coperto la Capitale. Spettacolo unico ma i disagi sono stati tanti, troppi, soprattutto perché era stato dato ampio rilievo alla “sicura” nevicata.
Il sindaco di Roma Capitale è scevro da colpe? La legge prevede che il primo responsabile della protezione civile, in ogni Comune, è il Sindaco che organizza le risorse comunali secondo piani prestabiliti per fronteggiare i rischi specifici del suo territorio. Quando si verifica un evento calamitoso, il Servizio nazionale della protezione civile è in grado, in tempi brevissimi, di definire la portata dell’evento e valutare se le risorse locali siano sufficienti a farvi fronte.

La nevicata è stata eccezionale ma ampiamente prevista e Gianni Alemanno non perdeva occasione nei giorni precedenti di lodare il piano neve della capitale.
Come scrive Carlo Bonini, Franco Gabrielli ha più volte offerto l’aiuto della Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza ma Alemanno declinava: “Il piano c’è, non ho bisogno di nulla“.
Ma il piano, se esisteva, era inadeguato, infatti il risultato è stato una città bloccata a causa di oltre 40 centimetri di neve. Molti autobus, già alle ore 14.00, erano bloccati per il ghiaccio, i vigili urbani assenti e niente sale sulle strade. Mi piacerebbe sapere cosa avrebbe previsto questo piano…
Secondo Giovanna Vitale il cortocircuito nell’organizzazione è avvenuta all’ora di pranzo di venerdì. Teoricamente era tutto pronto ma, mentre a Roma Nord nevicava già da un bel po’, il Campidoglio esitava a far scattare il piano neve.
Infatti, gli uffici comunali davano più importanza ai bollettini che a quanto stava accadendo. Il bollettino prevedeva precipitazioni copiose solo nel tardo pomeriggio e la incomprensione della realtà ha fatto perdere tempo prezioso. “Due cose non hanno funzionato“, spiega un dirigente assai qualificato, “il peggioramento improvviso delle condizioni  meteo, che ci ha colto alla sprovvista, e l’aver sottovalutato il “rischio specifico” di quella nevicata“.Tre sono stati i fallimenti.
Sale. Roma ne aveva poco e quel poco è stato dilapidato tra mercoledì e il venerdì fatale, quando davvero serviva.
Spazzaneve. Dovevano essere 250 ma si tratta di numeri reali solo sulla carta. Le ditte incaricate della manutenzione stradale avrebbero dovuto, per contratto, garantire anche lo sgombero neve ma la maggior parte si sono rese irreperibili o non avevano mezzi disponibili.
Piano trasporti. Scatta tardi, alle 13.45,  e l’obiettivo di far rientrare tutti i bus al deposito per far uscire le vetture dotate di gomme termiche (800, il 25% del parco circolante) fallisce perché  i bus diretti alle rimesse sono rimasti bloccati nel traffico.
Roma sprofonda in un incubo nonostante un piano neve teoricamente ineccepibile ma che alla prova dei fatti è risultato inadeguato e, invece di chiedere scusa, Gianni Alemanno, entra nel panico più assoluto.
Come prima azione, dopo aver indossato una improbabile felpa alla Bertolaso, invoca una fantomatica commissione d’inchiesta, poi accusa il servizio previsioni meteo, reo di non aver avvertito dell’emergenza in atto.
Con il passare delle ore la difesa del sindaco diventa imbarazzante e, in preda ad una crisi isterica (una su tutte quella in trasmissione contro il povero Luca Telese), accusa tutti: Protezione civile, Anas, Zingaretti e la neve, che si è permessa di scendere almeno 6 ore prima del previsto…
La cosa peggiore che i romani hanno dovuto sopportare in questo week-end, a parer mio, non sono stati solo i disagi dovuti ai disservizi capitolini, ma il dover vedere in ogni TG, in ogni trasmissione d’attualità, Gianni Aledanno, con dei tristi foglietti, sventolati con stizza, atti a dimostrare che lui non c’entra nulla.
Poi si fa fotografare mentre spala la neve, poi abbracciato a due turiste, poi sparge il sale da cucina come un deus ex machina atto a risolvere il tutto, poi è ripreso mentre gira per gli studi televisivi. Ma chi c’è a gestire l’emergenza?!?
Tutti i romani vorrebbero prendere il telefono e urlargli: Sindaco vada al Campidoglio… caxxo!!
Ma, oltre l’incapacità di un sindaco, dobbiamo affrontare la questione emergenze naturali. Perché se Roma ha vissuto un pomeriggio difficile l’Italia non è riuscita ad affrontare un’ondata di freddo ampiamente prevista. Paolo Hutter, giornalista e blogger del Fatto Quotidiano, scrive che i fenomeni più o meno estremi non diminuiranno ma aumenteranno ed è obbligatorio studiare la gestione sociale e comunale del maltempo.
Salvatore Cannavò, sempre del Fatto, così chiude il suo articolo di ieri, che vi consiglio di leggere nella sua interezza: “Il rimpallo (delle responsabilità) serve a far dimenticare che non esistono solo l’incompetenza, la propaganda, la rozzaggine. Ma esistono anche il malaffare, la corruzione, gli interessi privati e, soprattutto un sistema pubblico progressivamente smantellato di cui ora scopriamo la necessità. Sembra che i famosi 250 spazzaneve, tanto sbandierati da Alemanno, sarebbero solo dei camioncini messi a disposizione dai privati che, però, nessuno ha visto. Scopriamo che gli autobus non hanno nessun sistema di emergenza perché l’Atac affonda nei debiti prodotti da “parenti” e amici di turno. Scopriamo che il paese non ha uno straccio di piano ambientale e di protezione del territorio perché “privato è bello” e che “pubblico è spreco”. Scopriamo che l’Alta velocità non salva i treni da mostruosi ritardi. Ma quando ci sono le emergenze e, dunque, c’è la vita di tutti noi in ballo, quel pubblico rappresenta il solo baluardo per farvi fronte. E quel pubblico siamo, saremmo, noi. Nella gazzarra montata ad arte da Alemanno non dovremmo perdere di vista questa visione che, anche sotto la neve, rappresenta l’essenziale.
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Commenti su: "Alemanno e l’emergenza neve (di Andrea De Filippis)" (4)

  1. @Andrea: ma chissà come mai ti piace questo articolo… 😉

  2. Nicola ha detto:

    @diemme come se lo avessi scritto io

  3. Luisa G. ha detto:

    Allora siamo almeno in due ad aver sentito Alemanno che sbandierava il piano per gestire l’emergenza. Da come parlava dopo il disastro sembrava quasi che nessuno gli avesse detto niente e che era solo per questo motivo che s’era fatto poco. In tv ho visto tante bene spazzaneve nuove nuove abbandonate in un deposito,ma dicevano, che da almeno dieci anni non c’erano più le macchine alle quali attaccarle. Interessante. Chissà se sono state incluse nel conto dei mezzi pronti a scattare alla prima neve?

    • In compenso oggi che ha paralizzato la città è a malapena piovuto.

      Insomma, quando Roma non è bloccata dalla neve è bloccata dal sindaco.

      L’Atac, come al solito, latita: corse soppresse e mezzi ridotti all’osso per due misere gocce d’acqua. 👿

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