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Immaginate un giornalino indirizzato ai bambini.

Immaginate che nel numero di febbraio di quest’anno sia stato pubblicato un articolo scritto da una ragazzina che racconta un sogno che ha fatto.

Vi chiedo un ulteriore sforzo, proprio una sospensione di credulità. Immaginate che il sogno abbia per protagonista Adolf Hitler che tra l’altro le spiega di aver ucciso gli ebrei “affinché tutti voi sapeste che sono una nazione che sparge distruzione in tutto il mondo”.

E se vi dicessi che il giornalino si chiama Zayafuna, che è indirizzato ai bambini palestinesi e che è finanziato dall’UNESCO?

Niente di nuovo, direte, visto che l’UNESCO non è nuova a imprese di questo tipo e che l’Unione Europea in passato ha finanziato i sussidiari per le scuole palestinesi che predicavano NON l’antisionismo, MA l’antisemitismo persino negli enunciati dei problemi di aritmetica!

E non sorprende allora che Mein Kampf scritto da Hitler riempia gli scaffali delle librerie e occupi i primi posti nelle classifiche dei best sellers nei paesi islamici.

Né ci meraviglia, ma piuttosto ci addolora, che i bambini palestinesi cantino il desiderio di diventare martiri e inneggino alla jihad.

Quel che ci ha veramente colte alla sprovvista è stato FINALMENTE la presa di posizione, per la verità assai tardiva, giunta peraltro in seguito alle decise sollecitazioni del Simon Wiesenthal Centre, della signora Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO. Un vero e proprio evento. Ella afferma che “l’UNESCO sostiene la libertà di espressione come parte integrante del proprio mandato, ma l’inclusione nella rivista di un’affermazione che può essere interpretata [corsivo mio] come apologia dell’Olocausto è contraria al mandato costituzionale e ai valori dell’Unesco ed è totalmente inaccettabile”. E più avanti afferma che l’UNESCO è “scioccata e costernata per i contenuti del numero di febbraio” che “deplora e condanna con forza”, e che “non fornirà ulteriore supporto finanziario alla pubblicazione in questione”.

Che fatica eh signora Irina! E che tempestività! Era solo febbraio…

Link al post originale.

Commenti su: "I bambini palestinesi sognano Hitler? (di Laura)" (1)

  1. Certo che se andiamo avanti di questo passo la cosiddetta “Giornata della memoria” (mi sembra si chiami così) servirà a inneggiare anziché a deplorare!
    Possibile che il genere umano sia così miope. Si potrebbe vivere così bene e invece si cercano sempre nuove strategie per scannare il prossimo.
    Forse è proprio vero che l’amore, per esistere, ha bisogno dell’odio!

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