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Perché “i professori” mi hanno deluso

Mi aspettavo molto di più dal governo dei professori.

Nonostante le anticipazioni giornalistiche ero fiducioso, ma sono bastate le due ore di conferenza stampa di domenica sera e soprattutto gli approfondimenti di ieri per sentirmi profondamente deluso dal provvedimento emanato dall’esecutivo Monti, sia in termini di qualità che di equità.

Non era certo indispensabile affidarsi a grandi tecnici, a questa task force di specialisti per varare una manovra che, alla prova dei fatti, si è rivelata non molto dissimile dai provvedimenti emanati dai precedenti ministri dell’economia.

Mario Monti, consapevole del discutibile operato, durante la conferenza stampa di domenica scorsa, aveva messo le mani avanti, adducendo due motivi a discolpa della manovra “lacrime e sangue”: la maggioranza che lo sostiene ma lo tiene legato e i pochi giorni a disposizione (appena 18).

Due motivi che, però, non hanno alcun fondamento.

In primis, proprio adesso Monti aveva, con i mercati finanziari pronti ad affossarci, la grande opportunità di utilizzare la minaccia della fiducia per mettere spalle al muro i partiti. (Chi avrebbe votato contro una manovra apprezzata dai cittadini?)

Assumersi una responsabilità così grave, con la pistola alla tempia dei mercati, avrebbe significato correre un rischio grandissimo che si sarebbe riverberato in termini di consenso alle prossime elezioni.

Per quanto riguarda il secondo punto, la mancanza di tempo, lo trovo un argomento risibile. Infatti, provvedimenti con cui si poteva fare cassa in un esiguo lasso di tempo c’erano eccome.

Da una squadra di professori mi sarei aspettato interventi più strutturali e meno temporanei per tamponare gli squilibri di bilancio e introdurre riforme utili per il Paese. Invece l’élite del nostro paese, ha prodotto una manovra dove c’è molto rigore, pochissima crescita e nessuna traccia di equità.

Uno degli interventi fondamentali per non far pagare i soliti era la lotta all’evasione fiscale ma l’unico intervento, la riduzione della soglia della tracciabilità della transazioni a mille euro è un’aspirina per un moribondo.

I tagli ai costi della politica sono minimi , eccezion fatta per i tagli alle province. Ma era facile: forte con i deboli e debole con i forti il professore.

Infine, la sospensione dell’indicizzazione per le pensioni al di sopra del minimo (con parziali eccezioni fino a due volte il minimo) , come scrivono Tito Boeri e Fausto Panunzi, è l’aspetto peggiore della manovra: è un provvedimento odioso perché colpisce anche persone che non sono più in grado di generare redditi per compensare il taglio dei trasferimenti. Non ci voleva un’esperta per questo provvedimento bastava un liceale , magari ripetente.

Infatti, anche nell’emergenza di fare cassa, i tagli e gli interventi devono essere fatti con un minimo di giudizio mentre le misure introdotte dal governo sono del tutto arbitrarie.

Se il Governo Monti non ha sfruttato questo momento d’oro per dare uno forte sterzata al pullman Italia per riportarlo in carreggiata quando lo potrà fare?

Un’ idea su come si poteva articolare la manovra l’avevo elaborata e avevo anche pubblicato dei suggerimenti per la riforma fiscale e previdenziale.

Per opportunismo non si sono volute toccare le lobbies come i partiti politici (il finanziamento pubblico dei partiti), la Chiesa (aesenzione dell’ICI per gli immobili a destinazione commerciale e finanziamento alle scuole private) , le televisioni (frequenze gratis a Rai e Mediaset) e aziende di armi (acquisto di 35 cacciambombardieri da 15 miliardi ).

Non credo fosse necessaria una squadra di professionisti per colpire e far pagare il disastro della finanza pubblica ai soliti noti. Tecnica emergenziale appunto, ci aspettavamo coraggio, molto più coraggio Prof. Monti.

Paradossalmente, forse, sarebbe stato meglio fallire e permettere così un rinnovamento radicale di questa classe dirigente che ci avrebbe permesso di consegnare ai nostri figli un Paese migliore.

Commenti su: "Perché “i professori” mi hanno deluso (di Andrea De Filippis)" (1)

  1. Nicole Rupalanite ha detto:

    Un governo Monti deve per forza far sua l’ agenda europea e questo potrebbe mettere la sinistra in grande difficoltà , più ancora della destra.

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