Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

All’inizio di un nuovo triennio a scuola, sono diversi i livelli di approccio da mettere in conto: ci sono ventitrè o ventiquattro ragazzini da memorizzare – i nomi, prima d’altro e i cognomi, ma per quelli ho più difficoltà. In un niente devi conoscerne i caratteri, le attitudini, improntare discorsi chiari di rispetto reciproco.

Poi ci sono loro, i ragazzi che ti sono stati affidati perchè tu faccia di loro delle persone integrate in un gruppo di pari. Si stabilisce così un rapporto diverso, un legame forte e prezioso. La prima impressione è quella a pelle. Ti sono simpatico o simpatica? chiedono i loro occhi.

Poi viene il momento della consapevolezza: sei qui per aiutarmi e dunque per questo ti voglio bene. E le testimonianze di affetto sono costanti, tutte belle, da tenere nel cuore.

D. è il ” mio ” ragazzo Down. Inizialmente molto timido, come solo un ragazzo di undici anni sa esserlo, stamani ha detto al mondo classe quanto sono importante per lui. Sul foglio affisso al banco, che ognuno dei ragazzi ha scritto indicando il proprio nome e cognome, perchè i docenti possano memorizzarli meglio, lui ha tolto il suo cognome e ha messo il mio. Si è così ribattezzato D.C., come se appartenesse davvero a me.

Mai nessuno piccolo uomo mi ha commossa tanto, mai nessuna dichiarazione d’amore mi ha resa più felice. Quanta maturità in un piccolo gesto… e c’è chi si ostina a chiamarli diversi.

Link al post originale.

Commenti su: "Un timido amore (di Mizaar)" (15)

  1. Luisa G. ha detto:

    Dolcissimi sia il ragazzo che la maestra che ci racconta un gesto tanto tenero 🙂
    E’ così preziosa l’empatia fra l’insegnante e gli allievi…

  2. Luisa G. ha detto:

    Già 🙂 Pensavo che questi sentimenti fra allievo e maestra esistessero solo nella finzione cinematografica, invece…

    • @Luisa: tra insegnante e allievi si creano spesso dei rapporti fortissimi: io ho ancora contatti con la mia insegnante di ginnasio, che considero una seconda mamma (e spesso è stata quanto e più di una mamma, nei momenti più difficili della mia vita mi ha dato quel sostegno che da parte di mia madre non c’è mai stato).

  3. Luisa G. ha detto:

    Letto contenuto del link. Mamma mia, la donna descritta da Paolo è poco più di un animaletto da compagnia e neppure tanto intelligente. Quando la donna per intelligenza e sensibilità non è inferiore a nessuno, anzi…è per questo che ha una marcia in più.

    • @Luisa: ci sono donne e donne, ovviamente, ma credo che la donna, non fosse altro per il fatto della maternità, una marcia in più l’abbia davvero.

      Credo che gli uomini abbiano tenuto per secoli le donne in stato di soggezione perché in fondo al loro cuore l’hanno sempre saputo.

  4. grazie diemme, sei stata dolcissima! 😀
    nei rapporti con i ragazzi bisogna – o bisognerebbe – usare il rispetto che si pretende per noi stessi. vale come indirizzo generale, come orientamento, come ” regola ” di vita. basta solo un sorriso, a volte, per gratificare qualsiasi persona ( e per sentirsi una persona )

    • Dolcissimi siete stati tu e il tuo ragazzo (lo studente intendo). Quando mia figlia andava all’asilo c’era un’insegnante di sostegno (nella sua classe c’era una bimba disabile) che credo abbia emotivamente salvato mia figlia, che proveniva da un’altra scuola con un’altra insegnante decisamente disturbata (di cui ho avuto occasione di parlare altrove).

      Tra mia figlia e questa insegnante scattò proprio il folle amore, tanto che la stessa insegnante mi disse che si dovette un po’ moderare perché rischiava da una parte di trascurare gli altri bambini, dall’altra di far detestare mia figlia in quanto “cocca della maestra, ma il loro rimase comunque un rapporto speciale ed esclusivo.

      Erano due artiste pazzoidi (nel senso più buono del termine) e genialoidi, che una ne facevano e cento ne pensavano. So che entrambe ricordano quel periodo con gande dolcezza. 🙂

  5. il profeta ” pazzallo ” la butta lì e non permette neppure i commenti, mah!! ❓
    mi sarebbe piaciuto riferirgli la mia urgentissima decisione – dopo aver letto il suo dottissimo post – quella di darmi all’ippica! 😀

  6. Luisa G. ha detto:

    Io ho detestato dal primo all’ultimo giorno di scuola. Ho avuto qualche insegnante preparato, i più erano caproni, nessuno che s’interessasse a noi come persone, per questo mi stupisco (e gioisco)quando sento, o leggo come in questo caso, che è possibile un rapporto umano.
    Brava Mizaar 🙂

    • @Luisa: a mia figlia ho fatto praticamente perdere un anno (era in primina) piuttosto che lasciarla in mano alla belva che le era capitata che le avrebbe sicuramente fatto odiare la scuola.

      L’ho riportata alla materna, dove ha avuto la fortuna di incontrare questa maestra creativa, espansiva, vulcanica, creativa, affettuosa, sempre sorridente che le ha fatto riamare la scuola e le ha fatto riscoprire il piacere ogni mattina di recarvisi.

  7. Luisa G. ha detto:

    E vedi che bel talento è venuto fuori 🙂
    Non dico che io avrei potuto fare altrettanto, ma un po più di quanto ho fatto sicuramente. Ormai è andata, inutile rimuginarci sopra.
    Penso però che proprio per la delicatezza del ruolo, serva preparazione, serva umanità, sensibilità, servano belle persone. Forse la faccio troppo romantica,ma la capacità di insegnare è un talento e non tutti l’hanno, e se non lo si possiede, si può fare altro.
    Tu hai sottratto la tua bambina a quella maestra, pensa a quanti sono rimasti fra le sue grinfie.

    • Era una classe di 17 bambini, a fine anno scolastico se ne sono andati via in 14 (e ho detto tutto). Non so come l’aver avuto come primo impatto con la scuola quella maestra possa avere influito su quei bambini; so solo che mia figlia, trascorso tranquillamente l’ultimo anno di materna, alle elementari era spaventatissima, e diventò all’improvviso inquieta e aggressiva. Ci volle tutta la pazienza dei nuovi insegnanti per farle capire che essere alle elementari non significava vivere l’incubo che aveva vissuto nell’altra scuola, e comunque dovette arrivare in seconda per trovare un po’ di tranquillità.

      Di “casi umani” tra gli insegnanti ce ne sono tanti, troppi: dovrebbero sottoporli a un test attitudinale prima di abilitarli all’insegnamento ma poi, chi controlla i controllori?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Cloud dei tag

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: