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Indignata vs impegnata? Pretese per una politica della speranza

Indignarsi non basta, senza speranza non cambierà nulla. Vorrei una protesta nuova: gli #impeganti

Ieri sera ho letto questo tweet di @riccardowired (al secolo Riccardo Luna). Dovevo scegliere: indignata o impegnata. Indignata e impegnata così mi sento.

Vorrei essere più impegnata che indignata, perché, riflettendoci, l’indignazione non è nuova a me che sono nata nella seconda metà degli anni ’80 e non ho mai avuto il piacere di assaporare un sentimento differente.

Ad essere sincera, finora non ho conosciuto altro sentimento che quello dell’indignazione: per la situazione politica italiana, per la precarietà giovanile, per il sistema universitario, per l’assenza di sussistenza sociale, per le disparità di genere, per la crisi finanziaria, per il sistema politico-informativo, per l’1% che si impone e il 99% che deve stare a guardare, per questo e per quell’altro.

Sono cresciuta – e forse anche chi, come me, ha tra i 20 e i 35 – in anni indignati, non so cosa significhi non esserlo, non so cosa significhi essere soddisfatta un po’ di quel che il mio Paese offre.

Così, dopo l’ennesimo 15 ottobre, vorrei chiedere solo una cosa oggi alla politica: insegnarmi a sperare, ma non a sperare a parole – già sprecate e svuotate di senso – ma insegnarmi a sperare a gesti.

Venite a “prendermi a casa” e insegnatemi a creare insieme il mio futuro, il nostro futuro. Ditemi cosa devo fare per costruire, ditemi cosa possiamo fare per ricostruire, parlatemi di quello che vorreste voi e di come potrei aiutare io. Insegnatemi a dialogare, insegnatemi ad amare la dialettica e a fuggire dalla dicotomia. Insegnatemi a non strumentalizzare, insegnatemi a parlare prima di me e poi dell’altro, insegnatemi l’inclusione “trans-partitica” e “trans-generazionale”.

Insegnatemi il ruolo della politica, il ruolo di:

Una politica che può contare sul consenso di chi pur sentendosi tartassato o addirittura «privato del futuro», è disposto ad affrontare una fase dura di passaggio, perché ha fiducia nel progetto di chi lo dirige. Questo significa «partecipare» in una democrazia rappresentativa.

Insegnatecelo, perché noi non vediamo l’ora di dimostrarvi quello che sappiamo fare.

Link al post originale.

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Commenti su: "Indignata vs impegnata (di Glory11)" (2)

  1. Grazie mille della ripresa! 🙂
    A rileggerci prestissimo, spero 🙂

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