Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

Ieri ero a bordo piscina nella bellissima casa di Fuerteventura che alcuni amici hanno affittato. Sdraiato sul lettino prendevo il sole e leggevo il libro. Ad un certo punto mi sono reso conto che non bevevo da ore. Attorno a me c’era il deserto e non era una buona cosa aver passato tutta la mattina senza un sorso d’acqua. Ovviamente non avevo sete, quando sei disidratato il tuo corpo non ti manda il messaggio.

Mi sono alzato, sono andato in cucina e ho bevuto mezzo litro d’acqua tutta di un sorso. Finito il bicchierone, avevo una sete pazzesca! “A volte bisogna bere per capire che hai sete”, mi sono detto. Un concetto che conoscevo da tempo.

La frase detta mentalmente ha fatto partire una serie di associazioni di idee. Ho pensato a quando devi uscire da una stanza per capire che c’è aria pesante, o a quando devi vedere un Mac lavorare per capire che il tuo PC è lento …

Il ragionamento poi è andato alla vita in generale.

Ho passato undici anni a lavorare come un matto e mi sono dimenticato di quanto è bello stare con la mia famiglia e i miei amici. In quel periodo facevo poche vacanze e ora che ne faccio un bel po’ mi rendo conto di quanto sia bello prendersi del tempo per se stessi. Se non fosse stato per il regalo ricevuto dai miei ex colleghi sarei ancora sulla ruota del criceto.

Una mia amica (giuro che non sono io, grazie a Dio), dopo una lunga astinenza mi ha detto che si era dimenticata di quanto fosse bello fare l’amore con suo marito. Tralascio i commenti.

Facendo un po’ di stretching la mattina mi sono reso conto di quanto ero legato e di quanto sto meglio con pochi minuti di allungamenti. Lo stesso succede dopo una corsetta o una passeggiata.

Siamo veramente esseri straordinari. Ci abituiamo a tutto. Il problema è che ci dimentichiamo di quanto è bello stare bene e fare le cose che ci piace fare.

Per fortuna ci sono le vacanze dove possiamo fermarci per un attimo. L’augurio che ti faccio è di bere un po’ d’acqua così capirai che hai sete.

Poi assicurati di bere ogni giorno. Se non lo fai tornerai ad essere disidratato e non saprai nemmeno che il tuo corpo e la tua anima stanno urlando “dammi da bere!”.

Link al post originale.

Commenti su: "A volte devi bere per capire che hai sete (di Claudio Belotti)" (3)

  1. E’ un bel post. Ma davvero, davvero davvero bello. Perché è ESATTAMENTE quello che è capitato a me. Ho passato vent’anni della mia vita ad inseguire chimiere e a piangermi addosso senza capire che la chiave della serenità era una cosa semplicissima. Vivere. Una vita quotidiana e senza pretese.
    Avevo sete, ed era semplicemente di vita che avevo sete. Di un lavoro, di attimi quotidiani fatti di semplicità, di una cena cucinata con mia figlia, due chiacchiere con dei vecchi amici. Niente avventure mirabolanti, amore da batticuore, peripezie erotiche, ricerca di principi azzurri, carriere da top manager, famiglie del mulino bianco.
    Tutte queste cose sono da film.
    Io avevo semplicemente bisogno di vivere. E di mettere quelle radici che avevo sempre rifiutato.
    E mi sto assicurando di bere ogni giorno, adesso.
    Complimenti all’autore, mi ritrovo in ogni parola.

    • A me ha colpito la storia del sesso 😆

      A parte tutto, ci pensi che ci sono persone che non sanno cosa significhi libertà?

      Persone che non sanno che significhi quando si ha fame aver da mangiare sempre, regolarmente, ogni volta?

      Ma come ci permettiamo noi occidentali, che viviamo in paesi democratici e in pace a essere infelici? A volte davvero sentire le persone infelici perché magari hanno dato una promozione a un altro meno meritevole, o perché un’amica non le ha invitate al matrimonio, o cose di questo genere, suona blasfemo.

      Tornando a bomba, credo che il nocciolo del problema sia però il rendersi conto di avere sete, e questa consapevolezza non si ha finché non si è bevuto: mi pare il cane che si morde la coda, non è un nodo facile da sciogliere.

  2. Concordo. A questo proposito ho da raccontare un dialogo che avvenne quanche tempo fa tra me e la mia migliore amica, letteralmente una sorella. Lei si è sempre rammaricata di non aver avuto figli. Per qualche tempo non potè averne, per motivi fisici e di salute, poi quando avrebbe potuto provarci, le si sfasciò il matrimonio in modo catastrofico. Mi diceva sempre che tutto sommato io non potevo lamentarmi, che nonostante tutto ne avevo avuti due e lei li avrebbe voluti così tanto.
    Poi lei ebbe la fortuna dopo tutte le sue sventure (perse anche il lavoro dopo il divorzio, della serie piove sempre sul bagnato) di incontrare un uomo davvero in gamba, che la ama profondamente. Quello che tutt’ora è il suo compagno, e lo sarà per il resto della sua vita. Non avranno figli, è troppo tardi. Ma c’è tanto amore.
    L’altro giorno ci siamo guardate, mi ha detto che dopo aver assistito alle mie difficoltà e con i problemi economici che ha al momento, forse per lei va bene anche senza figli. Io ho risposto, “beh io avrò anche i figli, ma non avrei mai voluto tirarli su da sola, tu almeno hai l’amore.”
    Ci siamo guardate. “Ci compensiamo, allora. E abbiamo l’un l’altra. Entrambe un po’ di serenità alla fine l’abbiamo raggiunta, in modi diversi. non ci è andata tanto male. Chissenefrega dei debiti”, mi ha detto.
    Già. Non ci è andata poi così male. 😉
    E’ bene fermarsi un attimo e mettere le cose in prospettiva, di tanto in tanto.

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